L’Ue raddoppia i fondi per la lotta alle fake news. Il vicepresidente Ansip: Russia prima fonte di interferenze nelle elezioni

L’Ue affila le armi e lancia un nuovo Piano d’azione anti-fake news in vista delle elezioni europee di maggio e a tutela degli altri appuntamenti elettorali nei 28 da qui al 2020.
Con le nuove misure le risorse per le Task force per identificare i focolai di disinformazione vengono più che raddoppiati, passando dai 1,9 milioni del 2018 a 5 milioni per il 2019. Viene poi creato un sistema di allerta rapida tra istituzioni Ue e Stati membri per la condivisione di informazioni e allarmi su campagne di disinformazione.
I social e le piattaforme online saranno monitorati per verificare l’applicazione del codice di buone pratiche che hanno sottoscritto su base volontaria con Bruxelles e che prevede trasparenza nelle pubblicità elettorali, eliminazione di account falsi, identificazione dei bots e collaborazione con fact checkers e ricercatori. Un primo rapporto è atteso a gennaio. Verranno infine promossi programmi di ‘educazione’ rivolti ai media.

Stando ai dati elencati, secondo quanto emerge dal sito Euvsdisinfo.eu, da quando è divenuta operativa nel settembre 2015, la Task Force ha identificato finora più di 4.500 casi di disinformazione. Nello specifico, nella primavera 2018 erano circa 3.800, ma a oggi sono saliti a 4.564. I temi maggiormente oggetto di disinformazione sono il terrorismo, i migranti, l’Ue, l’Occidente, la Nato, la guerra in Siria e in Ucraina, l’Isis, il caso Skripal, mentre negli ultimi mesi sono saliti nei trend la questione nazi-fascisti, Angela Merkel e Donald Trump.

Andrus Ansip (Foto ANSA/AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)

“Dobbiamo essere uniti e mettere insieme le nostre forze per proteggere le nostre democrazie contro la disinformazione”. E’ il messaggio lanciato dal vicepresidente della Commissione Ue al digitale, l’estone Andrus Ansip, nel presentare il Piano d’azione europeo contro le fake news.

“Abbiamo visto tentativi di interferire in elezioni e referendum, con prove che indicano la Russia come fonte primaria di queste campagne”, ha aggiunto. “La disinformazione”, ha rimarcato Ansip, “fa parte della dottrina militare russa e della sua strategia per indebolire l’Occidente. La Russia spende 1,1 mld di dollari l’anno per i media pro Cremlino. Avrete anche sentito parlare della ‘fabbrica dei troll’ a San Pietroburgo e degli eserciti di bot”. “Molti Stati membri hanno adottato azioni, ma dobbiamo lavorare insieme”. “Combattere la disinformazione richiede uno sforzo collettivo”.

Non sono solo i social a diffondere disinformazione, ma a rimarcato poi Ansip, bisogna fare attenzione anche ai media tradizionali, come per esempio la tv. “Sappiamo tutti che la disinformazione non è solo relativa ai social media”, e anzi “non voglio dire che questi siano più responsabili di chi inizia queste campagne”, al contrario “dobbiamo fare attenzione anche ai media tradizionali” perché “abbastanza spesso si tratta di un mix tra media tradizionali e social media” che “persone poco raccomandabili usano per disseminare menzogne”.

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