Gli editori europei: riforma copyright rischia di essere gattopardesca. Perrone (Enpa): guerra impari

Il 13 dicembre si terrà il tavolo fra istituzioni europee sulla riforma del copyright. Secondo Carlo Perrone, presidente Enpa, l’associazione degli editori europei, “non arrivare a un via libera sarebbe paradossale oltre che pericoloso”. Una “partita serrata”, spiega in un’intervista al Sole 24 Ore in cui individua due rischi: il primo è che “venga vanificato un voto del Parlamento Ue, quello del 12 settembre, che di per sé è storico con un ok alla proposta di direttiva ottenuto con una maggioranza anche sorprendente. Il secondo rischio – prosegue – è di avere una riforma gattopardesca, in cui per esempio il via libera potrebbe arrivare estromettendo il pagamento per gli snippet. Mi sembra però che a livello europeo ci sia, malgrado una posizione diversa del Governo italiano, una volontà politica forte di trovare una soluzione, a tutela del pluralismo dell’informazione”.

Carlo Perrone, presidente Enpa (foto ANSA/UFFICIO STAMPA/ANDREA GILARDONI)

Al centro delle discussioni sono soprattutto due articoli del testo, l’11 (quello che introdurrebbe l’obbligo per le piattaforme come Google e Facebook di pagare la pubblicazione degli snippet agli editori) e il 13 (che vorrebbe imporre sempre alle piattaforme l’obbligo di trovare soluzioni che impediscano agli utenti la pubblicazione di contenuti coperti da diritto d’autore). “Una guerra di Davide contro Golia”, secondo Perrone, che riguarda non solo l’editoria ma la “creatività” più in generale: “solo la forza di 400 milioni di cittadini e consumatori europei può spingere i colossi del web a sedersi a un tavolo”.

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