Editoria, Crimi: disonesto incolpare governo per chiusura Messaggero S.Antonio. Fnsi e Ordine rappresentano solo casta contro i diritti dei precari

“Mi delude e mi fa arrabbiare che Fnsi e Ordine dei Giornalisti vogliano addossare a questo Governo il licenziamento dei loro colleghi giornalisti da parte dei frati francescani”. Ad affermarlo in un post su Facebook Vito Crimi, sottosegretario con delega all’editoria.

Replicando alle parole contenute in una nota congiunta di Federazione Nazionale della Stampa e Odg, Crimi ha parlato di una “situazione paradossale dove vengono dichiarati 10 milioni di debiti a fronte di un contributo che a malapena raggiunge i 200 mila euro annui, cioè il 2% delle perdite”. “È veramente misero e disonesto il comportamento di chi imputa questa crisi ai tagli annunciati dal Governo”, ha continuato il sottosegretario, specificando che “i tagli, prevedono fin da subito una franchigia per quelle piccole testate che percepiscono meno di 500mila euro di contributo, quindi il Messaggero di Sant’Antonio non vedrà ridotto il suo contributo almeno per i prossimi tre anni”.

Vito Crimi (Foto
ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

“Questa potrebbe essere anzi l’occasione, per gli editori, di dimostrare come hanno usato quei contributi pubblici, considerata la situazione debitoria accumulata”, ha aggiunto il sottosegretario, annunciando anche che darà “subito mandato ai miei uffici di verificare se ciò che hanno dichiarato in questi anni per accedere ai contributi corrisponda al vero”.

“Domando a Fnsi e Ordine dei Giornalisti del perché non protestano sotto casa dei loro editori che hanno ricevuto centinaia di milioni di euro eppure la situazione occupazionale è grave e precaria”, si è chiesto poi ancora Crimi. “Fnsi e Ordine dei Giornalisti rappresentano solo loro stessi e la piccola casta di giornalisti che impedisce di fatto a migliaia di giovani precari di poter vivere degnamente con questa professione”. “Ovviamente, ha concluso, “hanno tutto il diritto di continuare a delegittimarsi da soli non raccontando la verità”.

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