L’Antitrust australiana contro Google e Facebook: hanno impatto negativo su informazione e pubblicità. Serve regolatore

L’autorità garante della Concorrenza australiana (Accc) ha raccomandato oggi un esame più severo e la creazione di un nuovo ente regolatore per controllare la posizione dominante di Facebook e Google nel mercato pubblicitario e informativo online.

In un rapporto preliminare, l’Autorità ha espresso preoccupazione per il potere detenuto dalle due piattaforme americane. L’attenzione è al loro impatto sulle imprese australiane e, in particolare, sulla “capacità del settore dei media di monetizzare i suoi contenuti”, cioè le notizie.

Rod Sims (Foto Ansa – EPA/DEAN LEWINS AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT)

“La flessione dei ricavi pubblicitari ha portato a una riduzione del numero di giornalisti negli ultimi dieci anni. Ciò ha implicazioni su tutta la società”, perché “il giornalismo svolge un ruolo fondamentale nella società”, ha detto il garante della Concorrenza, Rod Sims, evidenziando anche il problema dell’affidabilità delle news veicolate da Facebook e Google.

Il nuovo organismo potrebbe supervisionare le attività delle due aziende, e chiedere informazioni sugli algoritmi che decidono in quale ordine gli utenti vedono i contenuti.

Per le due big della Silicon Valley si tratta del secondo intoppo in Australia nell’arco di pochi giorni. La settimana scorsa il Parlamento di Canberra ha approvato una legge che chiede ai big tecnologici come Google, Apple e Facebook di fornire alle forze dell’ordine l’accesso ai dati criptati degli utenti conservati su smartphone e applicazioni.

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