Editoria, Crimi: finanziamenti a 150/200 testate su 18mila. Falso dire che senza contributi diretti non c’è pluralismo

“Perché oggi deve esistere un contributo pubblico al finanziamento di alcuni editori, una piccolissima parte, quando ce ne sono una moltitudine che vivono liberamente il proprio mercato?”. A Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, torna a parlare del tema caldo dei tagli all’editoria.

Ospite di Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, l’esponente M5S ha detto “oggi ci sono 18.611 testate registrate. Di questo solo 150/200 percepiscono i contributi pubblici. Le altre di cosa vivono? Dire che non c’è il pluralismo se non c’è il contributo diretto è una falsità”.

Vito Crimi (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Alla domanda se al Senato verrà riproposto l’emendamento che avevate presentato alla Camera, Crimi ha  detto: “Con una gradualità diversa, che consente nel primo di anno di attuare gli effetti immediati”. “Ci sarà una franchigia di 500mila euro: questo significa che il 60/70% dei giornali non vedranno ridotti di un euro il loro finanziamento”.

Sulla questione dei tagli ai tetti pubblicitari, il sottosegretario – che in passato aveva affermato: “rimetteremo mano al sistema di diffusione della pubblicità, non è possibile che ci sia una distorsione del mercato pubblicitario” – ha spiegato: “ci stiamo lavorando, non si poteva fare in legge di Bilancio”. Lei aveva detto ‘la pacchia è finita, ci saranno dei tagli ai tetti pubblicitari’.

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