Tim inaugura l’Innovation Hub dedicato al 5G con la prima videochiamata 5G in Europa insieme a Qualcomm ed Ericsson

Tim ha fatto partire da Roma la prima videochiamata 5G standard in Europa su banda millimetrica realizzata in collaborazione con Qualcomm Technologies e la tecnologia di Ericsson, segnando l’apertura del suo Innovation Hub dedicato al 5G. Presenti per l’occasione la sindaca di Roma Virginia Raggi, Mario Di Mauro, Chief Strategy, Innovation & Customer Experience Officer di Tim, Enrico Salvatori, Senior Vice President and President di Qualcomm EMEA, Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale ed altri esponenti del mondo industriale italiano e del settore ICT. Sono stati mostrati anche i primi smartphone compatibili con il 5G e alcune soluzioni e servizi della nuova rete mobile ultraveloce come l’auto a guida remota, la visita a distanza di musei ed opere d’arte grazie alla realtà virtuale, il controllo a distanza di robot industriali, sistemi per il controllo tattile remotizzato, videogiochi interattivi multiplayer in realtà aumentata.

Quasi in contemporanea, il direttore affari pubblici di Tim, Francesco Russo, in audizione davanti alla commissione Trasporti della Camera proprio sul tema del 5G ha detto: “Credo che sia molto importante mettere, nei prossimi mesi, le città italiane in condizione di poter beneficiare delle opportunità offerte dal 5g”. E “credo che dovremmo tutti insieme – con Parlamento, Mise, Anci – pensare a un accordo quadro, a una cornice che tutte le P.a possano utilizzare per beneficiare del 5g”. “Non ho dubbi – ha aggiunto – che Roma, Milano, Napoli, Torino e Bari saranno delle ‘smart city’, ma vorrei che non solo le grandi città ma anche tutte le altre diventassero città intelligenti nei prossimi 4-5 anni”.

Sulle reti 5G, ha spiegato Russo, “ci avviamo a una copertura del Paese molto significativa che si aggiungerà a una copertura in fibra altrettanto significativa, eppure nonostante i prezzi per l’accesso più bassi d’Europa e una regolazione importante, l’acquisto da parte dei consumatori è molto basso e si riversa nel fatto che i cittadini italiani siano agli ultimi posti per e-commerce, connettività e uso dei servizi digitali”. Motivo per cui “crediamo esista un problema di domanda, legato allo scarso livello di cultura digitale nel paese. Il nostro invito è a interrogarci su come lavorare insieme per accrescere e sviluppare la cultura digitale del paese”.

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