Tempo di Libri cambia e punta su giovani e tecnologie. Levi (Aie): basta contrapposizione tra Milano e Torino

Una nuova ‘Tempo di Libri’ “proiettata sui giovani e sulla frontiera delle innovazioni tecnologiche”. Sarà questa la nuova identità della fiera del libro di Milano, che “si svolgerà nel 2020, anno ideale per partire con una nuova grande iniziativa” e molto probabilmente nel mese di “febbraio, individuato come periodo ideale”. Lo ha annunciato il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi, alla fine del Comitato di Presidenza e del Consiglio generale dell’Aie, spiegando che ogni decisione è stata presa in accordo con Fiera Milano.
“Abbiamo immaginato di portare Tempo di Libri nel futuro: una fiera concentrata e dedicata in via prioritaria alle nuove generazioni, ai ragazzi fino ai 21 anni. Ai giovani lettori di oggi che saranno i lettori adulti di domani” ha spiegato Levi. “La seconda declinazione è stata di immaginare e progettare una ‘Tempo di Libri’ collocata sulle frontiere dell’innovazione tecnologica: graphic novel, audio libri, video, cartoni animati. E questo porta con se anche uno sviluppo nel campo della trattazione dei diritti”.

Ricardo Franco Levi (Foto ANSA/ ROBERTO RITONDALE)

“Vogliamo avere tutto il tempo per definire il progetto nel dettaglio e nel modo migliore. Stiamo raccogliendo un grande interesse da tanti settori produttivi di ogni genere” ha spiegato Levi che conta di “poter arrivare a presentare, entro febbraio 2019, agli associati un progetto dettagliato nelle linee costitutive e corredato da una data precisa per il 2020”. Quanto alla squadra “è un progetto nuovo e dobbiamo ragionare su questo con Fiera Milano” ha precisato.

“Sul titolo nulla è stato deciso e nulla è escluso” ha aggiunto il presidente Aie, che ha anticipato anche l’intenzione dell’associazione che presiede di non partecipare “all’asta del marchio del Salone del Libro di Torino, il 24 dicembre”. Cosa che, ha sottolineato, “avrebbe avuto senso in un progetto condiviso”.
“Svanisce così ogni possibilità di contrapposizione con Torino, anzi questo mette Milano e Torino come due pedine fondamentali. Questo non vuol dire che tutti quelli che andranno a Torino verranno a Milano. Ogni fiera si indirizza a un pubblico specifico”, ha aggiunto in conclusione.

“Non dobbiamo avere il concetto che c’è un unico momento per i libri, l’importante è che il settore ne venga fuori più forte e più vivace”, è stato il commento, rilasciato al forum Ansa, da parte del ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. “Se attraverso una più armoniosa coesistenza di due eventi importanti come Milano e Torino si riesce ad avere un sistema del libro più funzionale, magari specializzandosi in diversi ambiti, questa è una cosa molto positiva”, ha aggiunto.
Soffermandosi poi sulla situazione del Salone del Libro di Torino, Bonisoli ha detto: “Sono intervenuto in termini di tutela e abbiamo messo la tutela sull’archivio della Fondazione del Salone”. “Ci sono i beni e le attività culturali e queste ultime non vanno sottovalutate”, ha sottolineato. “Abbiamo delle attività culturali che per reputazione, numero di anni e riscontro sul pubblico sono un valore non solo per gli organizzatori per tutto il Paese”.

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