Copyright Ue, l’attacco dei giornalisti: i giganti web vogliono snaturare il testo. In gioco il futuro della stampa

Mentre continuano i negoziati tra le istituzioni Ue per cercare di arrivare a un’intesa sulla riforma del copyright, dopo le richieste delle associazioni degli editoria, tornano in prima linea i giornalisti, denunciando le pressioni dei giganti del web per far modificare il testo, snaturandolo. Due mesi fa, il 12 settembre, “il Parlamento europeo votava in massa un progetto di direttiva che permette alla stampa e alle agenzie di sperare finalmente che venga loro pagata una retribuzione dai giganti di internet”, si legge in una nuova lettera firmata dal responsabile dell’ufficio di Baghdad dell’Afp, Sammy Ketz (la prima risale all’estate scorsa), e sottoscritta da decine di giornalisti, tra i quali anche gli italiani Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera), Luigi Contu (Ansa), Maurizio Molinari (La Stampa).

Ma “in forza di una nuova vasta campagna di lobbying, i giganti del web sono sul punto di riuscire a svuotare il testo della sua sostanza: cercano di fare escludere dal dispositivo quelli che vengono definiti come “brevi estratti”, “fattuali” o anche “snippets”, e puntano a escludere le agenzie di stampa e la stampa specializzata, a ridurre la durata di protezione dei diritti connessi”.

CC0 Creative Commons

“È semplicemente inimmaginabile che, su pretesto che si tratta di “brevi estratti”, non venga retribuita un’informazione fattuale su Brexit, o un dramma dei rifugiati al largo della Grecia! Immaginiamo il lavoro d’inchiesta e di scrittura necessario per pubblicare un titolo come questo “Attentato suicida in un quartiere sciita di Bagdad: 32 morti (fonti: polizia, ospedali)”. Per scrivere questa sola riga, il giornalista ha indagato presso la polizia per determinare la natura dell’esplosione, chiamato gli ospedali per redigere un bilancio, si è recato sul posto per descrivere i luoghi, raccogliere le testimonianze. Tutto questo a rischio talvolta della sua vita poiché non è raro che un secondo attentato si verifichi nello stesso luogo. Così avvenne a Kabul recentemente: 9 giornalisti e fotografi uccisi, fra cui quello dell’AFP, Shah Marai”.

“Ci viene spiegato con insistenza fino a che punto siano cruciali per la democrazia, le elezioni europee del prossimo maggio. Non distruggiamo allora un testo del parlamento che è stato adottato il 12 settembre dopo due anni di lavoro da una larga maggioranza di 438 deputati!”, si ribadisce nella missiva.
“La posta in gioco a Bruxelles in questo frangente è l’avvenire della stampa e di tutti i mestieri della creazione, che si tratti della musica, della letteratura, del cinema, del teatro in Europa. E senza che questo comporti un impatto negativo sui consumatori, che continueranno a potervi accedere gratuitamente”.

“Signore e signori Ministri, Deputati e membri della Commissione, i giornalisti, gli editori e con loro le agenzie di stampa reclamano insieme la giusta retribuzione del loro lavoro e degli investimenti che effettuano per informare il pubblico. Per questa ragione, la messa in atto di un diritto connesso non snaturato è un elemento cruciale per la nostra democrazia”, si legge in conclusione.

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