Editoria, Casellati: giornalisti vitali per la democrazia. Con tagli e nuove tecnologie a rischio il pluralismo nell’informazione

“Aver scelto dei giornalisti è emblematico,è un riconoscimento alla professionalità”. Intervistata da Radio Radicale, la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, si è espressa così a proposito della scelta del  ‘Time’ di nominare ‘Persona dell’anno’ un gruppo di giornalisti minacciati per il loro lavoro.

“Si riconosce a questa figura un’importanza vitale per la democrazia”, ha affermato Casellati. “Le minacce purtroppo ci sono da molto tempo, l’Italia ha conosciuto eroi e eroine del giornalismo contro il terrorismo, le mafie e i predoni delle guerre. Ma forse oggi qui c’è qualcosa di diverso, ad essere minacciato è lo stesso diritto di cronaca ed è quello che noi dobbiamo scongiurare con forza”.

Maria Elisabetta Alberti Casellati (Foto
Ansa/Alessandro Di Meo)

“Per quel che riguarda la comunicazione nel nostro Paese, bene ha fatto il Presidente della Repubblica Mattarella ad insistere su un tema vitale per la nostra democrazia. Anch’io l’ho fatto più volte”, ha ricordato Casellati. “L’ho fatto perchè stiamo vivendo una fase di profonda trasformazione delle tecnologie e della stessa professione giornalistica, che mette a rischio i conti economici e l’occupazione di questo settore. Anche in conseguenza dei tagli all’editoria. Ne risente soprattutto la stampa cosiddetta ‘minore’, anche se io non la considero tale”, ha rilevato. “Ne risente tutto il tessuto diffuso e vitale del pluralismo dell’informazione. Io non lo trovo giusto e lo sto dicendo, sto insistendo su questo tema perchè non si può tacere”.

Da Casellati anche un accenno alla situazione in cui si trova la stessa Radio Radicale. “Voi farete il vostro lavoro e io sarò come sempre al vostro fianco. Non si può spegnere la vostra voce”, ha affermato la presidente del Senato, ribadendo di aver sempre condiviso con l’emittente “le battaglie per l’affermazione dei diritti civili”.

“Ritengo che l’informazione sia una delle principali espressioni della libertà di pensiero perchè crea nei cittadini quella consapevolezza che dovrebbe poi portarli a partecipare alle scelte della vita politica e sociale. Non va dimenticato che questo concetto era già presente nell’insegnamento di De Gasperi, il quale ricordava come fosse un dovere dello Stato informare i cittadini sugli orientamenti della sua attività e sui dati delle sue realizzazioni. De Gasperi, ha aggiunto ancora, parlava sempre di comunicazione pubblica e quindi di quell’attività che Radio Radicale ha interpretato per decenni, da oltre quarant’anni. Per questo ho detto che non si può spegnere la vostra voce. Non si può. Insieme a quelle tante altre voci che compongono il mosaico plurale della nostra democrazia liberale”, ha concluso.

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