Rai: Laganà, Usigrai, Fnsi e Odg preoccupati per le parole di Di Maio: a rischio posti di lavoro; volontà di colpire il pluralismo

Con un’ulteriore riduzione del canone  sarebbero a rischio posti di lavoro in Rai. Lo sottolinea il
consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini Riccardo Laganà commentando le affermazioni fatte oggi dal vicepremier e ministro per  lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in commissione di Vigilanza.

Riccardo Laganà (foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

“Nel corso della sua audizione in Commissione di Vigilanza Rai – afferma Laganà – il ministro Di Maio ha evidenziato importanti questioni che riproporrò presto in consiglio, come la valorizzazione
delle risorse interne e delle sedi locali, la riduzione delle consulenze esterne e il tema compensi. Per il resto mi auguro che il Governo del Cambiamento non segua le orme dei precedenti governi, che
hanno abbassato il canone e sottratto risorse alla concessionaria pubblica. I numeri dei bilanci parlano chiaro: per volontà politica, la Rai non ha beneficiato strutturalmente della riforma del canone. Il
canone Rai è ancora tra i più bassi d’Europa e ridurlo ancora metterebbe a rischio perimetro aziendale, posti di lavoro e non ultimola qualità del servizio pubblico”, conclude Laganà.

Vittorio di Trapani, segretario dell’Usigrai (Foto: Ansa/Fabio Campana)

“Governo del cambiamento o della  continuità?”. Lo chiede l’esecutivo dell’Usigrai in un commento alle
affermazioni di oggi di Luigi Di Maio in Commissione di Vigilanza:  “Preoccupanti le parole del vice presidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio oggi in Vigilanza sul canone.
Basta con questa storia dell’extragettito – afferma l’Usigrai – quello non è gettito nuovo, ma semplicemente il recupero, dopo anni di evasione al 27%, di soldi che spettavano alla Rai Servizio Pubblico”.

“Abbiamo contestato il governo Renzi per aver ridotto il canone, non cambiamo idea oggi: una ulteriore riduzione sarebbe un colpo durissimo alla possibilità della Rai di investire, di regolarizzare i tanti che
lavorano come giornalisti senza il contratto giornalistico che gli  spetta. Oltre a creare gravi rischi per l’occupazione”, conclude  l’Esecuitivo dell’Usigrai.

“Le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, in commissione di Vigilanza sulla Rai, in difesa della proposta di taglio progressivo del fondo per l’editoria, confermano la volontà di colpire il pluralismo dell’informazione. Il governo si  assume la responsabilità di assestare un colpo mortale a numerose
piccole testate, espressioni di minoranze o di determinati territori”. Lo affermano, in una nota, la Federazione nazionale della Stampa  italiana e l’Ordine dei giornalisti.

“Per non parlare di Radio Radicale, che sarà costretta a interrompere da subito le trasmissioni. Numerosi giornalisti e lavoratori del  settore – prosegue la nota – perderanno il posto di lavoro, con buona
pace di chi, come il ministro Di Maio, continua a parlare di lotta al  precariato in modo strumentale e con evidenti finalità  propagandistiche e di autopromozione. L’auspicio è che in Parlamento prevalga il buon senso e che i parlamentari non si rendano complici di un disegno che punta a cancellare la circolazione delle idee, colpendo il diritto dei cittadini ad essere informati e, come più volte ricordato dal presidente della Repubblica, l’articolo 21 della Costituzione”.

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