Editoria, Crimi: contributi ora solo per 150 aziende, soldi risparmiati restano in fondo per pluralismo

“Abbiamo garantito una progressività in base alla quale un giornale che oggi prende un milione di euro di contributi vedrà ridotto al primo anno di solo il dieci per cento il proprio contributo”. Il sottosegretario Crimi, intervenendo al Gr1 domenica 16 dicembre ha raccontato cosa cambierebbe qualora passasse l’emendamento Patuanelli presentato al Senato nella Legge di Bilancio.

Vito Crimi (Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

“Ricordiamoci che il contributo diretto dello stato lo prendono 150 aziende (editoriali) a fronte di circa 18 mila testate, una piccolissima platea”, ha aggiunto, spiegando che i soldi risparmiati “rimangono nel fondo per il pluralismo che vuole garantire un sostegno a tutti, non solo ad alcuni editori”.

Alla domanda se si tratti di una misura punitiva per il mondo dell’informazione, il sottosegretario ha risposto ribadendo che “lo poteva essere se arrivava adesso, ma noi lo abbiamo detto dieci anni fa, noi nasciamo con una proposta: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti e il taglio del finanziamento ai giornali”. “Quindi, ha concluso, abbiamo un mandato forte e netto”.

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