Open, Mentana ringrazia per il numero “straordinario” di visite al debutto. E commenta: qualcuno ha ironizzato…

Il ‘day after’ di Open è arrivato e Mentana nel suo secondo editoriale (che, come promesso, ha preso il posto dei suoi scritti finora postati su Facebook) ringrazia per “il numero straordinario di visite”.  La curiosità era tanta e c’era da aspettarsi un grande afflusso al debutto in Rete e su app del nuovo quotidiano digitale. Bisognerà vedere se terrà il passo.

Numeri ancora non ne sono stati diffusi. Nemmeno quelli della raccolta pubblicitaria anche se, secondo il Sole 24 Ore, per il lancio di Open  la concessionaria Cairo Pubblicità avrebbe raccolto circa 300mila euro, al lordo delle commissioni di agenzia. Un gran bel risultato.

L’editoriale ‘Grazie, e non solo’ pubblicato oggi, secondo giorno di vita di Open, da Enrico Mentana.

Grazie. Grazie per l’accoglienza, per il numero straordinario di visite, da parte di tutti voi che avete accompagnato il primo giorno di vita di open. Qualcuno ha ironizzato, e ha fatto bene, sul fatto che siamo nati e cresciuti sul passaparola: nessuna uscita promozionale, nessuna pubblicità. Tutto, dalla prima idea di luglio fino alla pubblicazione di ieri, soltanto attraverso le comunicazioni su Facebook e su Instagram. E anche ora senza avvantaggiarci dell’ aiutino dei motori di ricerca. Anzi, andando sulle pagine di Google potete pensare che Open esista soltanto per i commenti che ne hanno fatto gli altri siti e giornali (grazie – a proposito – a tutti quelli che ne hanno parlato, che ci hanno dato il benvenuto, comunque ci abbiano giudicato). Ma è proprio così che vogliamo vivere questa storia. Facciamo il nostro, e ciascuno ha il sacrosanto diritto di criticarci o di lodarci. I primi capitoli dell’inchiesta sui gender fluid o le immagini di dj Fabo hanno anche provocato le reazioni di chi pensa alla sessualità e alle tematiche del fine vita come cent’anni fa: ed è perfettamente legittimo, a patto di non vivere nel mondo reale di oggi, di non entrare in un’università o in un ospedale. Chi fa politica, o vuole imporre un’opinione, può permettersi di spiegare cosa a suo giudizio è giusto e cosa è sbagliato. Chi fa informazione racconta quel che c’è nella realtà. Noi questo abbiamo cominciato a fare, con lo sguardo di giovani senza steccati. Open, appunto

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Il Team Sky diventa Ineos a partire dal 1° maggio. Debutto al Tour dello Yorkshire

Foa: al lavoro per una Rai orgogliosa delle proprie tradizioni, ma aperta ai giovani e al mondo

Rai: nuovo rinvio per l’audizione in vigilanza del presidente Foa e dell’ad Salini