Facebook, Amazon e altri compari si scambiavano le conversazioni degli utenti. Il Caffè di Gramellini sul Corriere di oggi

I signori del web hanno la faccia di bronzo, ovvero non si vergognano di nulla senza temere di negare l’evidenza. Questo il senso del caffè di Massimo Gramellini oggi sul Corriere della Sera eloquentemente intitolato “Facebook di bronzo“.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa-EPA/ETIENNE LAURENT)

Il riferimento esplicito è all’inchiesta del New York Times che “ha svelato che Facebook scambiava con Amazon e altri compari le informazioni sugli utenti e addirittura le loro conversazioni”. Un’inchiesta che potenzialmente, per portata e impatto mediatico, potrebbe anche superare quella dello scandalo Cambridge Analytica.

“Se un industriale tradizionale non paga le tasse, sfrutta gli impiegati e viola l’intimità dei clienti, viene crocefisso dai sindacati e boicottato dal mercato”, osserva Gramellini. “Invece per anni le multinazionali della Rete hanno goduto di uno status di extraterritorialità innanzitutto emotiva, facendo il chip che pareva a loro nel disinteresse diffuso delle vittime”.

Ma “la verità è venuta a galla”, conclude l’autore: “I nuovi padroni del mondo sono avidi e spregiudicati quanto i vecchi. Con un’aggravante: vogliono farci credere di esserlo per il nostro bene”.

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