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Chiarimenti da Fb sui rapporti con le big tech. Il social: nessuno poteva leggere messaggi senza permesso

Il giorno dopo l’inchiesta del New York Times [1] che ha raccontato come Facebook abbia dato accesso ai dati degli utenti ai big della tecnologia, la società interviene con nuovi chiarimenti, concentrati sulla funzione messaggi, spiegando che Spotify, Netflix, Dropbox e Bank of Canada – con cui aveva stretto delle partnership – erano a conoscenza dell’integrazione della funzione di messaggistica del social con i loro servizi, per cui era necessario anche un permesso degli utenti.

Ime Archibong, vice presidente della Product Partnerships di Facebook

“Nessuna terza parte poteva leggere messaggi privati senza permesso. Queste funzioni erano sperimentali e sono stati chiuse da circa tre anni”, hanno spiegato da Menlo Park. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con quattro partner per integrare le funzionalità di messaggistica nei loro prodotti in modo che le persone potessero inviare messaggi ai loro amici di Facebook. Queste partnership sono state concordate tramite ampie negoziazioni e documentazione”.

Sul blog ufficiale di Facebook, Ime Archibong, vice presidente della Product Partnerships della società ha spiegato come queste integrazioni potevano avvenire. “Gli utenti  potevano inviare messaggi ai propri amici su ciò che stavano ascoltando su Spotify o guardando su Netflix, condividere cartelle su Dropbox o ricevere ricevute dai trasferimenti di denaro tramite l’app Royal Bank of Canada”, ha scritto il manager, rimarcando come queste esperienze siano “state discusse pubblicamente. Ed erano disponibili solo quando gli utenti effettuavano l’accesso ai servizi con Facebook”.

“Per poter scrivere un messaggio ad un amico di Facebook da Spotify, ad esempio, bisognava fornire a Spotify l”accesso alla scrittura’”, ha precisato ancora Archibong, specificando che eliminare “un messaggio da Spotify, voleva dire eliminarlo anche da Facebook”.

“Nessuna terza parte poteva leggere i messaggi provati ai tuoi amici senza il permesso. In molte notizie è stato scritto che davamo accesso ai partner ai messaggi privati, cosa non corretta”, ha concluso al società.