Repubblica, sì all’intesa: incentivi all’esodo e contratto di solidarietà

I giornalisti di Repubblica hanno approvato a maggioranza l’ipotesi di accordo sul piano di risparmi con 221 sì, 133 no, 11 schede bianche e 3 schede nulle. L’intesa interessa 400 giornalisti del sistema Repubblica: l’edizione cartacea, l’online e tutti i supplenti e gli inserti del quotidiano.
“E’ stata una trattativa durata tre mesi dopo che a settembre l’azienda ci ha convocato illustrandoci una situazione difficile e annunciandoci la necessità di un taglio dei costi giornalistici di 15 milioni”, raccontano al comitato di redazione del quotidiano romano (Marco Patucchi, Giovanna Vitale e Carmine Saviano per la sede centrale, Dario Del Porto e Marco Contini per quelle locali). “E la partenza non poteva che essere in salita, visto che già a marzo 2018 avevamo raggiunto un accordo per il taglio di alcune voci variabili degli integrativi e che negli ultimi nove anni ci sono stati due stati di crisi con pensionamenti e due interventi sui costi. Per questo dopo aver messo un stop, abbiamo spinto perché, riducendo al massimo le conseguenze sull’occupazione e i danni sui singoli, si arrivasse a una soluzione strutturale per mettere in sicurezza il giornale”.

Laura Cioli (foto BluCobaltoPhotography)

Laura Cioli (foto BluCobaltoPhotography)

La trattativa – alla quale hanno partecipato il direttore Mario Calabresi e il vice direttore Giuseppe Smorto, che ha la delega ai rapporti sindacali – ha visto come protagonisti per l’azienda l’ad Laura Cioli, il direttore generale Corrado Corradi e il direttore del personale Roberto Moro.

L’intesa, della durata di due anni, prevede che al momento della firma – che avverrà in questi giorni – scatti un piano di incentivi all’uscita volontaria con un’indennità per ognuno di tre annualità e mezzo destinata a ridursi semestralmente a partire da marzo. Per gli over 55 è stata stabilito in più un bonus pari a un anno di contributi al minimo tabellare: 10mila 800 euro.
Dal 1° marzo in conseguenza del numero di uscite partirà la solidarietà con una riduzione dell’orario tra il 14 e il 16%, soglia limite anche nel caso di nessuna dimissione. Come previsto dalla legge, nel corso dei due anni la percentuale di solidarietà scenderà proporzionalmente al pari del numero di uscite e si potrà annullare se e quando si arriverà alla quota di 74 uscite.
L’intesa prevede un’integrazione alla riduzione derivante dalla solidarietà attraverso una pacchetto di welfare di mille euro annui (100 euro mensili a partire da marzo nel 2019, 85 euro nel 2020), il taglio delle collaborazioni e un intervento sulle retribuzioni dei manager.

Il direttore Calabresi dovrà ora preparare un piano organizzativo per far fronte alle uscite e alla solidarietà.

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