Askanews, i giornalisti si appellano al premier Conte e al presidente Mattarella

I giornalisti di Askanews hanno manifestato al termine della conferenza stampa di fine anno di Giuseppe Conte, chiedendo, dal balcone della loro sede, di fronte al luogo dove si teneva la conferenza stampa, un intervento del presidente del Consiglio a loro tutela.

Al grido di ‘Save Askanews, Conte batti un colpo’, i giornalisti dell’agenzia di stampa chiedono un intervento del governo a tutela dei loro posti di lavoro dopo che l’assemblea degli azionisti dell’azienda ha deciso di dare mandato al Cda di avviare le procedure per il concordato preventivo della società.

La decisione di avviare l’iter segue la presentazione da parte dell’azienda che fa capo a Luigi Abete di un documento in Fieg in cui si dichiarava a partire dal 2019 una perdita strutturata di 2,5 milioni di euro l’anno, a fronte di un fatturato di 11 milioni, e la richiesta di 27 esuberi su 93 giornalisti che costituiscono la redazione.

“Vogliono spegnere la voce libera di Askanews. Scelte imprenditoriali scellerate e il silenzio colpevole della politica rischiano di far tacere la voce indipendente di Askanews”, si legge nel volantino distribuito dai redattori. “Il lavoro di oltre 90 giornalisti è in pericolo nonostante i sacrifici che, da anni e in maniera unilaterale, sono stati obbligati a subire”. “Amara sorpresa sotto l’albero di Natale per il mancato stipendio di dicembre e la notizia di un concordato preventivo che porterà esclusivamente conseguenze negative per i redattori di Askanews e per le loro famiglie”.

Il comunicato del Cdr:
“Oggi, per la prima volta nella sua storia, l’agenzia Askanews non ha coperto la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio. I redattori, che hanno scelto di manifestare dalla sede dell’agenzia, di fronte al palazzo della Presidenza dove stava parlando Giuseppe Conte, lanciano un appello al premier affinché intervenga personalmente per sbloccare una situazione drammatica nata sotto il precedente governo e non risolta dall’attuale esecutivo. Askanews è vittima di una gara pubblica anticoncorrenziale e opaca e attende ancora il pagamento da parte del Dipartimento dell’Editoria per i servizi forniti per quasi un anno: non chiediamo quindi sussidi ma semplicemente il saldo di quanto dovuto.

In questa situazione l’editore scarica su oltre 90 giornalisti il peso della crisi finanziaria dell’azienda ponendo i lavoratori di fronte all’avvio dell’iter del concordato preventivo, il blocco degli stipendi e 27 esuberi.

Conte intervenga convocando subito un tavolo con tutte le parti per arrivare ad una definizione della vicenda prima dell’incontro già fissato in Fieg l’8 gennaio per discutere degli esuberi dichiarati dall’azienda”.

Oltre all’appello a Conte, il 29 diceembre si è aggiunto quello a Mattarella in cui  i giornalisti chiedono al presidente della Repubblica di prendere in esame la situazione dell’agenzia. Ecco il comunicato:

I giornalisti di Askanews rivolgono un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché prenda in esame la situazione dell’agenzia e la pericolosa deriva in cui la testata sta ormai precipitando. L’assemblea degli azionisti di Askanews ha deciso, lo scorso 24 dicembre, l’avvio dell’iter per accedere al concordato preventivo, accompagnandolo con la richiesta di 27 esuberi. Una decisione motivata con il mancato accordo con il Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio sul pagamento di quanto dovuto per servizi che Askanews ha fornito per 10 mesi. I giornalisti di Askanews si rivolgono al Capo dello Stato perché certi di avere ascolto da chi in più di una occasione – l’ultima, per lo scambio di auguri di Natale con le alte cariche, dove parlò di “pluralismo nella libertà riconosciuta al mondo dell’informazione e alle molteplici voci che ne costituiscono espressione, da salvaguardare perché rappresentano un presidio irrinunciabile dello Stato democratico” – ha sottolineato l’importanza, riconosciuta dalla Costituzione, della libera informazione. Ed esortando più volte i protagonisti in campo ad essere attenti alle difficoltà che sta attraversando il mondo dell’edito

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