Zazzaroni, Borrometi, Cucchi e Piccinini: tutti contro la Supercoppa in Arabia Saudita. Polemica sui settori “riservati agli uomini”

Monta la polemica social per la Supercoppa Italiana in Arabia Saudita. Da Riccardo Cucchi a Sandro Piccinini, da Ivan Zazzaroni a Paolo Borrometi, sono autorevoli e non pochi i tweet che nelle ultime ore si sono levati contro la scelta della Lega Serie A di giocare il match tra Juventus e Milan in un paese che viola sistematicamente i diritti umani e dove allo stadio ci sono ancora “settori riservati agli uomini”. Lo stadio è il King Abdullah Sports City Stadium, i cui spalti sono stati aperti anche alle donne per la prima volta lo scorso gennaio.

A far tornare d’attualità la campagna mediatica lanciata da Vittorio Di Trapani, segretario UsigRai, contro l’accordo da 7 milioni che prevede la disputa in Arabia Saudita di tre edizioni nei prossimi 5 anni a partire da quella di mercoledì 16 gennaio, la pubblicazione di una nota informativa della Lega Serie A sull’acquisto dei biglietti in cui si spiega che “i settori indicati come ‘singles’ sono riservati agli uomini, i settori indicati come ‘families’ sono misti per uomini e donne”. Ma anche il tweet della Lega Serie A che recita: “50mila tagliandi staccati in poche ore: a gonfie vele la vendita dei biglietti della #SupercoppaItaliana”.

Il 31 dicembre Articolo 21 ha pubblicato una lettera aperta di Di Trapani a Juve e Milan perché non giochino in Arabia Saudita e alla Lega Calcio perché ci ripensi, essendo il Paese ospitante un Paese “non libero” secondo Freedom House e in cui vengono sistematicamente violati i diritti umani. “Il principe ereditario saudita, Mohammed Bin Salman”, ricorda inoltre il segretario UsigRai, “è al centro di uno scandalo internazionale, chiamato in causa nell’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuto il 2 ottobre scorso nel consolato saudita a Instabul (Turchia)”. Per il momento i due club sono fermi alla presa di posizione di attenersi alle decisioni della Lega calcio.

Gli spalti del King Abdullah Sports City Stadium (Foto Ansa EPA/STR)

“Dare voce alla campagna di Di Trapani contro il pallone insanguinato”, chiede Beppe Giulietti (Fnsi), sempre via Twitter. “Da oggi è la Supercolpa Italia”, ironizza Zazzaroni. L’ex giornalista Rai Tiziana Ferrario, storico volto del Tg1: “Non vi vergognate ad andare a giocare in Arabia Saudita? Il Paese dove in un consolato il giornalista Khashoggi è scomparso, ucciso e smembrato? Ma un senso dei diritti umani e di decenza ce l’avete o vedete solo i soldi? Vergogna”.

E ancora Borrometi: “questa battaglia di dignità la stiamo facendo fare da solo a Di Trapani. È una vergogna. E gli altri?”. Piccinini: “Vendersi per soldi lo fanno in tanti, però vantarsi dei “tagliandi staccati” è un po’ troppo, la vergogna andrebbe vissuta in silenzio”. Cucchi, per anni voce del calcio sulla Radio Rai: “La Supercoppa è un trofeo italiano. Inaccettabile che la Lega Calcio rimanga in silenzio”.

“Se l’Italia non ha interrotto i rapporti diplomatici e commerciali con l’Arabia Saudita perché il calcio dovrebbe rinunciare a quel contratto?”, si domanda Di Trapani. “Perché il calcio, lo sport, non sono – non devono essere – una impresa come un’altra. Il calcio e lo sport producono talento. Sono veicolo di valori”.

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