Askanews: botta e risposta Crimi-Cdr. Il sottosegretario: nessun debito per Palazzo Chigi. I giornalisti: sua ricostruzione falsa

Botta e risposta tra il sottosegretario all’editoria, Vito Crimi e il Cdr di Askanews. Ad accendere la scintilla un articolo pubblicato oggi da ‘Il Giornale’, dal titolo ‘Palazzo Chigi non paga i debiti con Askanews: cento famiglie in crisi’. Nel testo si rimarca come l’agenzia di stampa, per cui da poco sono state avviate le procedure per il concordato preventivo, abbia un credito di 5 milioni di euro con lo Stato, e, nello specifico con Palazzo Chigi, “a fronte di un servizio già erogato tra il 2017 e il 2018”.

Nella foto, accanto al logo di Askanews, il sottosegretario Vito Crimi e i giornalisti dell’agenzia dal balcone della redazione (collage foto Ansa)

Immediata la reazione del sottosegretario grillino, Crimi, che ha definito la notizia “falsa e priva di ogni fondamento laddove fa riferimento ad un presunto debito non pagato”. “L’agenzia Askanews non vanta alcun credito con la Presidenza del Consiglio. Askanews ha avviato un procedimento giudiziario con una pretesa di pagamento per un servizio che sostiene di aver prestato priva di ogni fondamento, in quanto riferito ad un periodo successivo alla scadenza naturale del contratto, non rinnovato in quanto la stessa agenzia non é risultata vincitrice di alcuna delle gare successivamente bandite per il servizio di agenzia di stampa”, le parole di Crimi.
“Giova ricordare comunque che, a seguito di rinunce dei vincitori della gara a cui ha partecipato, dal mese di agosto, Askanews é comunque titolare di un regolare contratto con la Presidenza del Consiglio per un importo di 4,23 milioni di euro annui”. “Pur esprimendo la massima solidarietà verso i lavoratori dell’azienda, ha continuato Crimi, non accetterò passivamente qualunque tentativo di addossare sulla Presidenza del Consiglio e sul mio Dipartimento responsabilità sulla situazione finanziaria dell’agenzia Askanews, che sono esclusivamente in capo all’editore e alle normali regole del mercato che hanno visto l’azienda perdere un regolare bando di gara”.

A stretto giro la replica dei giornalisti dell’agenzia di stampa. “E’ lui che dice il falso quando parla di “una pretesa di pagamento priva di ogni fondamento”, hanno affermato da Askanews. “Il sottosegretario sa benissimo, infatti, che il servizio è stato prestato e anche fruito dalla quasi totalità delle appendici dello Stato, fattispecie appurata da un’indagine interna condotta dalla stessa amministrazione pubblica. La richiesta di pagamento per il servizio prestato da askanews e dai suoi giornalisti che sono minacciati da 27 esuberi, dal concordato e non hanno ancora ricevuto lo stipendio di dicembre, è legittima. Lo dimostra anche la proposta fatta dallo stesso Dipartimento con un’offerta molto inferiore al valore del notiziario, ma che, di fatto, sancisce che i servizi sono stati resi e fruiti. Prima di parlare di notizie false, il sottosegretario si informi”.

“Il Cdr è pronto a un confronto aperto, pubblico e anche in streaming se serve, con il sottosegretario per chiarire perché questo mancato pagamento sta mettendo in ginocchio oltre 90 famiglie e senza tacere le responsabilità di nessuno, anche dell’editore Luigi Abete. Chi rischia non è il presidente di Bnl, che come scrive il Giornale “privatizza i profitti e condivide le perdite”, ma i giornalisti che ogni giorno lavorano contro le fake news”.

“Abbiamo lanciato un appello al governo 10 giorni fa, si sono chiesti i giornalisti in conclusione, “questa sarebbe la risposta? #saveaskanews”.

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