Tim, Vivendi contro Elliott: da instabilità e assenza di strategie risultati negativi. Dal Cda perso un mese

Nuove tensioni attorno a Tim. A riaccenderle Vivandi, incalzando i consiglieri della telco che settimana prossima si riuniscono per decidere sulla richiesta di assemblea per la revoca di cinque amministratori. “Sembra che i membri del board della lista Elliott stiano facendo tutto il possibile per evitare il voto democratico degli azionisti. È già stato perso un mese di tempo”, ha detto un portavoce della media company francese.

“La tattiche volte a perdere tempo utilizzate dei membri del Consiglio di amministrazione di Elliott stanno avendo, di giorno in giorno, un effetto molto dannoso sui risultati finanziari dell’azienda”, ha ricordato il socio francese, rimarcando come la richiesta di convocazione fosse sul tavolo già il 14 dicembre.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

“La decisione presa dal Cda del 21 dicembre, di ‘avviare le analisi’ sulla richiesta espressa molto chiaramente da Vivendi, è un perfetto esempio dell’esplicita tattica dilatoria, così come il nuovo Cda del 14 gennaio”. E “il risultato è che la società sia priva di nuovi auditors”, ha spiegato ancora e che “dal 4 maggio, il tiolo di Tim ha perso oltre il 40%. In gran parte, questo è il risultato delle promesse non mantenute da Elliott e dai suoi membri del consiglio di amministrazione che continuano a tergiversare e perdere tempo”.

“La profonda instabilità del management e la mancanza di qualsiasi linea guida sulla nuova strategia aziendale a seguito dell’estromissione di Amos Genish – ha accusa il portavoce di Vivendi – continuano a contribuire a questi pessimi risultati”.

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