Sanremo: bufera dopo le parole di Baglioni. La direttrice di Rai1, De Santis: è stato un comizio. L’ad Salini: piena collaborazione

Mancano poco più di 20 giorni all’inizio della 69esima edizione del Festiva di Sanremo, in programma dal 5 al 9 febbraio, e già non mancano le polemiche sulla manifestazione canora. A tenere banco però, non i nomi dei cantanti in gara o i testi delle canzoni presentate, ma le dichiarazioni su migranti e politici che il direttore artistico del festival, Claudio Baglioni, ha rilasciato durante la conferenza stampa di presentazione.

Claudio Baglioni, Virginia Raffaele, il direttore di Rai Uno, Teresa De Santis, e Claudio Bisio (Foto ANSA/ RICCARDO DALLE LUCHE)

La Rai getta acqua sul fuoco della polemica e per bocca dell’ad Fabrizio Salini conferma il “clima di piena collaborazione”. “Il Festival è patrimonio degli italiani. Il mio compito, e quello della Rai, è garantirne la qualità e il successo”, ha affermato l’ad. “Stiamo lavorando per far sì che il direttore artistico, in un clima di piena collaborazione, possa realizzare, insieme a Rai1, un festival in linea con le aspettative del grande appuntamento”.


Meno accomodante, è stata, qualche ora prima la direttrice di Rai1, Teresa De Santis, che aveva scelto la presentazione del Festival per la sua prima uscita pubblica alla guida di Rai1. “Sono solo canzonette, o almeno dovrebbero esserlo. Invece, e non solo per responsabilità di Claudio Baglioni, sono state trasformate nel solito comizio”, ha scritto in una lettera inviata a Dagospia De Santis, che secondo alcune rumors già ripresi dalla Stampa, dopo la conferenza aveva criticato l’artista, arrivando a porre un veto sull’eventuale nuova presenza del cantante al festival 2020 sotto la sua direzione.

“Mi preme ricordare che Rai1 si chiama rete ammiraglia perché è la rete più importante e produttiva dell’azienda, guai ad attaccarla senza sapere che ci rimette l’intera Rai”, si legge ancora nella missiva che non è piaciuta all’Usigrai. “Abbiamo atteso la smentita. Che non è arrivata. Anzi, è arrivato il nuovo attacco. Diretto La ritorsione attribuita alla Direttrice di Rai1 contro Claudio Baglioni è di gravità inaudita. Lo è ancor di più dopo la lettera della Direttrice a Dagospia: non solo non smentisce ma addirittura accusa Baglioni di aver condiviso la ‘responsabilità’ del ‘solito comizio'”.”Se qualcuno pensa di aprire in Rai una stagione di epurazione sulla base delle opinioni troverà la nostra più ferma resistenza”, ha spiegato il segretario Vittorio di Trapani.

Vittorio di Trapani, segretario dell’Usigrai (Foto: Ansa/Fabio Campana)

Si spaccano anche i consiglieri di amministrazione: da una parte Rita Borioni difende Baglioni (“Non ci si può offendere: è la democrazia, l’articolo 21 della nostra Costituzione tutela la libertà di opinione. Non può essere una colpa avere un’opinione diversa dalla maggioranza di governo. La Rai deve essere il palco per tutte le voci, altrimenti è tv di regime”), dall’altra Giampaolo Rossi che ha trovato “del tutto fuori luogo le parole” del cantautore (“In una conferenza stampa è legittimo che i giornalisti facciano domande. Credo però che sia anche altrettanto giusto non rispondere. Il festival non è una tribuna politica”).

Ovvie le ripercussioni politiche della faccenda. E mentre il ministro Salvini aveva risposto a Baglioni con un secco “pensi a cantare”, il Pd è sceso in campo a difesa di Baglioni, invocando l’intervento della Commissione di Vigilanza Rai accusata di “silenzio tombale”.
“Sto lavorando, non commento i retroscena né le provocazioni nei miei confronti”, la posizione del presidente della bicamerale, Alberto Barachini.

 

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