Askanews: no dai giornalisti al piano di esuberi presentato dall’azienda

“L’assemblea dei redattori di Askanews respinge e condanna il piano con 27 esuberi presentato nuovamente ieri alla delegazione sindacale nel corso del tavolo Fieg, in cui si chiede ancora una volta ai giornalisti di sostituirsi all’azionista di riferimento Luigi Abete nel rischio di impresa”.

Lo segnala una nota del Cdr dell’agenzia, nella quale la proposta viene definita “inaccettabile, a maggior ragione alla luce dell’apertura di un concordato annunciato e non ancora presentato”.

La procedura concorsuale, si legge, “metterebbe in serio pericolo la stessa sopravvivenza dell’azienda”.
“Per questo i giornalisti richiamano la società al dovere di non lasciare inesplorata alcuna delle ipotesi di confronto con le istituzioni per la conclusione positiva del contenzioso con il Dipartimento Editoria, al quale si rivolge un analogo appello a riaprire i canali, in modo da evitare lo scenario peggiore”.

“I giornalisti non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e chiedono garanzie scritte sul pagamento integrale di quanto dovuto fino ad oggi e delle future mensilità. L’assemblea dei giornalisti chiede, infine, di vagliare tutte le iniziative editoriali esistenti e nascenti, secondo quanto previsto dall’allegato D e dall’articolo 4 del Contratto nazionale, che fanno riferimento alla stessa proprietà, prima di chiedere un taglio del costo del lavoro seppur temporaneo ai giornalisti dell’agenzia”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Rcs, la Procura apre un’inchiesta sulla sede del Corriere in via Solferino a Milano

Rcs, la Procura apre un’inchiesta sulla sede del Corriere in via Solferino a Milano

Attenzione agli imprenditori arrabbiati di Delzio

Attenzione agli imprenditori arrabbiati di Delzio

Prosegue lo scontro su Radio Radicale. Blog delle Stelle: soldi pubblici a Radio Soros. Lega: presidio di libertà da difendere

Prosegue lo scontro su Radio Radicale. Blog delle Stelle: soldi pubblici a Radio Soros. Lega: presidio di libertà da difendere