Tim: convocata per il 29 marzo l’assemblea dei soci

Convocata per il prossimo 29 marzo un’assemblea dei soci di Tim. Lo comunica una nota della telco, diramata al termine del Cda di oggi, nella quale si specifica che nella riunione – oltre all’approvazione del bilancio 2018 e la relazione sulla remunerazione, saranno trattati gli argomenti richiesti da Vivendi. La media company francese, socia di Tim con il 23,9% del capitale, che nelle scorse settimane ha chiesto di convocare anticipatamente l’assemblea per nominare i nuovi revisori e per sottoporre ai soci la richiesta di revocare 5 consiglieri (Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini, Paola Giannotti de Ponti) per nominare al loro posto Franco Bernabé, Rob van der Valk, Flavia Mazzarella, Gabriele Galateri e Francesco Vatalaro.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

La decisione  stata presa “a maggioranza”, precisa la nota, e il cda “ha considerato le motivazioni addotte dal socio a fondamento della propria richiesta, così come l’interesse sociale ad una trattazione (unitaria) delle diverse materie su cui gli azionisti sono chiamati a deliberare”. In questo modo, spiega Tim viene agevolato “il compimento dei processi approvativi e di disclosure del piano industriale, del connesso impairment test dell’avviamento e del bilancio” e viene assicurato agli azionisti “un set di informazioni compiuto e adeguato, favorendo nel contempo la maggiore partecipazione possibile a un evento assembleare, in cui il confronto sostanziale che si prospetta è quello sul futuro industriale della società e sulle persone alle quali affidarne la gestione”.

Vivendi ha più volte premuto perchè si stringessero i tempi e “al fine di venire incontro alla richiesta del socio – prosegue la nota – è stato deciso di accelerare il calendario sociale”. Il cda sull’approvazione del bilancio è stato anticipato dal 26 al 21 febbraio e così l’assemblea ordinaria che era inizialmente in calendario per l’11 aprile. Nell’agenda dell’assemblea, precisa la nota, non può essere inserito il tema della distribuzione del dividendo, “che sarà deciso una volta disponibile il progetto di bilancio”.

Le dichiarazioni di Vivendi e Elliott
Nonostante la convocazione, i francesi restano sul piede di guerra. Da Vivendi arrivano accuse al cda di Tim di perdere tempo con “tattiche che hanno un impatto negativo sui risultati finanziari”, tattiche definite “un’autentica negazione della democrazia degli azionisti, in contrasto con i più principi di base e fondamentali del buon governo societario”. “Se i risultati finanziari e di governance della società non migliorano in modo significativo”, ha annunciato la media company in una nota, verrà richiesta “la convocazione di una nuova Assemblea degli azionisti quest’estate”.

La richiesta di Vivendi di revocare 5 consiglieri “rappresenta il suo ultimo sforzo per riprendere il controllo di Tim e gestire l’azienda a proprio vantaggio. Se Vivendi continuerà a perseguire questi sforzi, Elliott è sicuro che non avrà successo”. Risponde così il fondo americano al pressing dei francesi, ricordando di essere portavoce dei fondi che “tutti insieme sono uno dei più grandi azionisti” che in assemblea ha ottenuto il supporto della maggioranza.
“Gli azionisti non dovrebbero riconsegnare la società in mano a Vivendi, ma piuttosto dovrebbero concedere al nuovo, e indipendente, Consiglio di Amministrazione e al nuovo Amministratore Delegato il tempo sufficiente per mettere in atto la loro strategia e creare valore duraturo a beneficio di tutti gli azionisti”. “Appena otto mesi fa, la maggioranza degli azionisti di Tim ha rifiutato i poveri risultati di corporate governance di Vivendi in Tim e la sua storia di operazioni con parti correlate, ha nominato amministratori indipendenti, credibili ed esperti” e “il supporto per il cambiamento è stato travolgente: circa l’80% degli azionisti indipendenti della società ha votato per questo nuovo consiglio”. “Gli azionisti indipendenti, i dipendenti, le Autorità di controllo e i clienti di Tim chiedono stabilità e, in questo momento storico, un conflitto sull’elezione del Consiglio di Amministrazione della Società, non risponde ad altri interessi se non a quelli circoscritti di Vivendi” e il fondo sostiene di aver “cercato molte volte di avviare un dialogo costruttivo con Vivendi per appianare i contrasti e andare oltre le mere prese di posizione pubbliche. Tutti i tentativi sono tuttavia rimasti senza risposta. Elliott rimane aperta a un dialogo costruttivo nel convincimento che questo risponda al miglior interesse di tutti gli stakeholder di TIM, inclusa Vivendi”.

 

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