Freccero ha idee chiare su Rai 2: “Darò anche problemi ai 5 Stelle ma non mi importa, lavoro tantissimo e voglio libertà”

Con la presa del nuovo governo giallo verde sulla Rai soffia un vento diverso a viale Mazzini e un segnale visibile è che dopo le nomine di direttori che fanno riferimento a Cinquestelle e Lega, anche se le influenze sembrano ancora un po’ confuse, Raiuno, Raidue e Raitre sembrano tornate ad essere, un po’ come ai vecchi tempi, parrocchie più indipendenti e distinte persino con licenza di controprogrammare. Differenze che nella Rai renziana erano sfumate perché tutto il sistema girava intorno al dominio di Raiuno.

Carlo Freccero (Foto ANSA/ ETTORE FERRARI)

Carlo Freccero tornato alla direzione di Raidue, rete che aveva lasciato sedici anni fa con ascolti stellari, ha già cambiato lo scenario esigendo per la sua rete libertà di azione e un nuovo ruolo. Da un lato c’è un’azienda che va lenta (i palinsesti di primavera non ancora approvati dal Cda, mentre sono ancora in corso le assegnazioni di budget), dall’altro Freccero corre: il 1° gennaio ha spedito il piano editoriale all’ad Fabrizio Salini e il 3 gennaio ha organizzato una conferenza stampa (fatta in quella data contro il parere di tutti) per comunicare come cambierà Raidue. Incontro affollatissimo di giornalisti in cui Freccero ha messo in gioco la sua competenza e aggressività diventando il protagonista della scena televisiva.
Sta di fatto che tra annunci choc (il ritorno dello scandaloso Luttazzi), i programmi già cancellati (Quelli che… Dopo il Tg, Nemo) e quelli minacciati (I fatti vostri di Michele Guardì), il primo exploit (l’omaggio a Celentano da 14% di share), il ritorno di The good doctor, Raidue, a poco più di un mese con Freccero è già cambiata e gioca la sua partita senza sudditanze. E il bello deve ancora venire.

“Parrocchia è una parola che non mi piace ma è vero che le reti adesso avranno ciascuna missioni e compiti specifici – dice Carlo Freccero – e non esisterà più solamente Raiuno. Aver messo tutte le energie sull’ammiraglia è stato l’errore di Mario Orfeo che ho sempre contestato anche nel consiglio di amministrazione di cui ho fatto parte nella passata gestione. Ero contro al super contratto a Fazio e al suo trasloco su Raiuno lasciando in panne Raitre”, dice senza peli sulla lingua Freccero che mette subito in chiaro: “Io faccio televisione, tutto il resto non mi interessa. Darò anche dei problemi ai 5 Stelle se vuol saperlo, ma non mi importa: lavoro sedici ore al giorno gratis, ho un contratto a tempo, voglio almeno la libertà”.

La striscia politica a mezzo con il Tg2. “È il programma a cui tengo maggiormente. L’ approfondimento informativo è essenziale ai fini della televisione pubblica”, sottolinea convinto. “Andrà in onda dopo l’edizione serale del Tg2 ed ci sto lavorando insieme al direttore del telegiornale Gennaro Sangiuliano. Un programma che vuole recuperare competitività in una fascia strategica abbandonata dalla Rai e andare a togliere audience a Lilli Gruber e alla Palombelli”, spiega Freccero. “La striscia partirà a febbraio alle 21 durerà venti minuti e avrà una conduzione scelta tra i giornalisti Rai. Non credo la condurrà Sangiuliano col quale ho una stretta intesa. A decidere sarà Salini che incontreremo in settimana”.

La striscia di Raiuno con la Maglie? Si parla con una certa insistenza dentro e fuori Raiuno che il nuovo direttore Teresa De Santis, alle prese in questi giorni con Sanremo, avrebbe intenzione di ripristinare la fascia informativa al termine del telegiornale delle 20. Spazio dominato da Enzo Biagi, con Il fatto, in onda dal 95 al 2002 quando dovette lasciare dopo il famoso “editto bulgaro” di Berlusconi che in visita a Sofia dichiarò: “L’uso della Rai fatto da Biagi, da quel Santoro e da Luttazzi, è stato veramente criminososo e condotto con i soldi di tutti…”. Dopo Biagi un lungo silenzio fino al 14 marzo del 2011 giorno del debutto di ‘Qui Radio Londra’ per due ideato e condotto da Giuliano Ferrara, durato fino al maggio 2012.

Il gossip che eccita i depressi ambienti di Viale Mazzini è che la trasmissione potrebbe essere affidata alla scafatissima Maria Giovanna Maglie, vicina al movimento sovranista e al presidente della Rai Marcello Foa, e grande amica della De Santis. Freccero dice di “non saperne nulla” ma commenta: “in tal caso non farei la mia striscia. Ho posto per primo il problema strategico che la Rai non può lasciare importanti spazi informativi a La7 e a Mediaset. Il Partito democratico è talmente preoccupato da questa idea da aver inventato la favola che ho epurato Luca e Paolo. Al contrario Matteo Renzi, di cui non sono mai stato un accanito fan, non mi ha mai accusato di censura e devo dargli atto di essere il più lucido nel suo partito”.

Informazione anche in prima serata. Al momento sono due i programmi di informazione presentati da Freccero. Il giovedì il talk politico con Alessandro Sortino, autore di Nemo – nessuno escluso, il programma che Freccero ha subito cancellato. “Non sarà Nemo, ma non posso dire il titolo. Lo saprete a breve”. Non rimane a spasso Enrico Lucci, il conduttore di Nemo, che farà la seconda serata con ‘Realiti sciò’ che come dice il Freccero “mette in scena il narcisismo dei poveri senza assumere una visione moralistica e sprezzante”.

Presta vs Freccero. Freccero non si era neppure insediato che la rete si è ripresa The Good Doctor, la serie sul geniale dottore autistico lanciata su Raidue nel 2018 è che l’estate scorsa è andata in onda con un grandissimo successo su Raiuno dove era pianificata anche per la seconda stagione. Freccero ha fatto valere i suoi diritti e ha subito messo in onda le repliche della prima stagione a partire da venerdì 28 dicembre per proseguire fino al 1° febbraio mese in cui partirà la seconda attesissima serie. Peccato che il venerdì su Raiuno dall’11 gennaio c’e’ la nuova edizione di Superbrain condotto da Paola Perego che l’anno scorso aveva come competitor Kronos che non arrivava al 4%. The Good Doctor anche in replica fa il 7% e Presta lo considera una minaccia per Superbrain. Il problema è che Paola Perego non è solo un’artista della scuderia dell’agente ma è sua moglie e Presta si è talmente risentito da annullare la conferenza stampa di Superbrain. Freccero stempera i toni e dice di giustificare la sua rabbia “perché Presta ama sua moglie alla follia e ha paura che qualsiasi programma possa danneggiarla. È il più romantico degli agenti che conosco, un esempio di amor fou”.

Freccero vuole la quality tv. La scelta di The Good Doctor implica anche l’intenzione di andare ad una revisione della serialità della rete, che da tempo immemorabile programma in tutte le salse i polizieschi americani (Ncis, Criminal Mind ecc.). Ci sono contratti in essere da rispettare, ma Freccero punta ad avere sulla sua rete una serialità di qualità sia internazionale che italiana. Così ha raddoppiato lo slot della fiction italiana (Schiavone, La porta rossa, Coliandro, il Cacciatore). “La trasmetteremo il mercoledì e la domenica con una programmazione di prime visioni e repliche: le prime soprattutto di mercoledì ma anche alla domenica”. Si partirà con le repliche de ‘La Porta rossa’ a cui seguiranno le nuove puntate della seconda stagione del thriller con il poliziotto fantasma. Con la scelta della fiction alla domenica Freccero va in concorrenza diretta con Canale 5. Infatti, per lasciare spazio a Fabio Fazio, Raiuno ha rinunciato alla tradizionale fiction domenicale lasciando orfano il pubblico femminile che Freccero vuol contendere alla ammiraglia Mediaset.

Più audience per tutti. Tra le critiche che gli sono state mosse quella che fa più imbufalire Freccero è che la sua super Raidue voglia far la guerra a Raiuno, a cominciare dalla domenica. “Una imbecillità”, dice senza mezzi termini. E spiega quale è la sua logica di armonizzazione dell’offerta Rai. “Raiuno, Raidue è Raitre sono tre reti generaliste, ma ciascuna va profilata con programmi fortemente caratterizzati e destinati a target diversi e specifici. Ed è questo il modo per evitare la concorrenza e allargare l’audience. Più audience per tutti è sempre stata la mia specialità: non dobbiamo litigare tra reti sorelle per dividerci una fetta di torta, ma puntare tutte insieme alla porzione più ampia della torta”. Freccero considera Raiuno la rete generalista dura e pura, Raidue deve andare verso i pubblici più attivi e dinamici e Raitre è la tivù del racconto.

L’intrattenimento propellente per la pubblicità. Con questo schema in testa Raidue si gioca una partita importante anche sull’intrattenimento. Quale intrattenimento coltiverà Freccero? “L’intrattenimento in tutte le sue declinazioni: comicità, satira e format intelligenti, quelli che creano un’interazione con il pubblico e hanno uno storytelling scripted, cioè sono a cavallo tra la fiction e l’intrattenimento. Un esempio è Il Collegio’”.

Oltre al Collegio, il talent sulla educazione voluto dall’ex direttore Ilaria Dallatana, Freccerò riproporrà The Voice e i comici di Made in Sud. “Made in Sud ha un valore di controprogrammazione: lo metterò come complementare alla fiction di punta di Raiuno”, argomenta. “Faccio The Voice per andare incontro alle esigenze di Rai Pubblicità che nel 2018 ha accusato un vistoso segno meno nella raccolta di Raidue”. Il 2018 è stato l’anno orribile per la concessionaria della Rai, l’unica in negativo (-3% circa): ha tenuto Rai1 ma hanno sofferto Raidue e Raitre. Se Raitre ha scontato la perdita di Che tempo che fa, Raidue ha invece perso molti ascolti sul target commerciale (25-54). Cosa si propone Freccero? Fare programmi più profilati su questi target per recuperare parte delle perdite e un talent come The Voice, rilanciato con Simona Ventura e completamente ripensato per non sfigurare con X-Factor satellitare, potrà essere un propellente per Rai Pubblicità.

Il ritorno di Freccero alla sua Raidue, sedici anni dopo, è una sfida tutt’altro che facile. Deve rilanciare una rete scivolata nell’anonimato dovendo fare i conti con un budget limitato. Oltretutto fa il direttore a titolo gratuito e con un contratto a scadenza di un anno. “L’ad Salini mi ha già comunicato che dovrò lasciare l’azienda il 29 novembre di quest’anno ma mi ha pregato di preparare i palinsesti fino a marzo 2020. Che generosità!”, ironizza. Lavoro sedici ore al giorno gratis e vedo pensionati che lavorano in Rai e guadagnano più dell’amministratore delegato. Alla fine spero che il presidente Mattarella mi faccia Cavaliere del Lavoro. Lo voglio da Mattarella. Per piacere lo scriva”.

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