Copyright, editori Ue: “Google preferisce fornire un cattivo prodotto che smettere di parassitare il nostro lavoro”

Gli editori europei invitano le istituzioni Ue a non “perdere tempo” sulla riforma della direttiva sul diritto d’autore e sottolineano che Google “ha intensificato la sua  campagna allarmistica sul possibile impatto di un nuovo diritto di vicinato per gli editori della carta stampata”, mostrando come  diventerebbe Google Search nel caso in cui gli editori cerchino  accordi di licenza con il colosso californiano.

Gli editori, riuniti nella Emma (European Magazine Media Association), Enpa (European  Newspapers Publishers’ Association), Epc (European Publishers Council) e Nme (New Media Europe), sottolineano che “Google preferisce fornire  un cattivo prodotto piuttosto che smettere di parassitare il lavoro dei giornalisti e degli editori”. E, se Google decidesse di reagire limitando l’offerta, scrivono ancora gli editori, allora “perderebbe utenti a vantaggio di altri servizi, aumentando la concorrenza. In  questo caso, la direttiva avrebbe ottenuto un buon risultato, offrendo un maggiore pluralismo nel servizio della ricerca di notizie”.

Xavier Bouckaert (foto http://blog.roulartamediatech.be)

Xavier Bouckaert (foto http://blog.roulartamediatech.be)

“E, in più – proseguono – respinti da una cattiva esperienza con  Google, gli utenti andrebbero direttamente nelle homepage degli  editori, il che vorrebbe dire che i lettori avrebbero una relazione molto più diretta con le testate, un altro effetto positivo della direttiva, che potrebbe anche migliorare i ricavi pubblicitari degli editori”.

Il trilogo tra Europarlamento e Consiglio che avrebbe dovuto tenersi oggi per trattare la riforma del copyright è stato rimandato, perché un gruppo di Paesi, tra cui Italia e Germania, hanno informato la presidenza rumena di non poter appoggiare il mandato negoziale aggiornato. I colossi Internet, specialmente Google, sono contrari alla riforma del copyright, che fornirebbe agli editori un vero diritto d’autore sulle pubblicazioni giornalistiche, paragonabile a quello in vigore per le opere letterarie e musicali, che sarebbe un’arma negoziale in più per trattare con la multinazionale californiana accordi di licenza con gli editori. (AdnKronos)

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