Nuovo titolo provocatorio di Libero. Crimi: verifiche su fondi. Fnsi: legittime critiche, non ritorsioni. Odg: caso al Consiglio disciplinare

“Avvierò immediatamente una procedura interna per vagliare la possibilità di bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti ad un giornale che offende la dignità di tutti  gli italiani e ferisce la democrazia”. Ad affermarlo Vito Crimi, sottosegretario M5S con delega all’Editoria, commentando il titolo con cui oggi Libero apre la sua prima pagina: ‘Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gay’.

Vito Crimi (Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

“Provo disgusto per il titolo del giornale Libero. Un giornale che riceve soldi pubblici che prima pubblica titoli razzisti, poi oggi anche omofobi”, ha rimarcato il deputato grillino.

“Mi aspetto che il giornalismo che tanto vede in noi il nemico, faccia sentire la sua voce. Probabilmente, ha concluso, chi distrugge la credibilità della stampa sono proprio alcuni giornalisti”.

Il titolo in prima pagina su Libero del 23 gennaio

“Abbiamo fatto bene o no a tagliare i fondi a giornali del genere? Scriveranno queste idiozie senza più un euro di fondi pubblici. Vito Crimi ha avviato la procedura che azzererà i finanziamenti pubblici entro i prossimi tre anni”, il commento del vicepremier Luigi Di Maio via Facebook.

Il commento della Fnsi
“La giusta condanna di ogni forma di discriminazione e del linguaggio offensivo delle diversità, al quale si abbandona oggi il titolo di apertura del quotidiano Libero, non può giustificare in alcun modo la rivendicazione del ministro e del sottosegretario di cancellare qualsiasi forma di sostegno all’editoria”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana.

“Il ministro Luigi Di Maio e il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi continuano ad avere un approccio sbagliato nei confronti del mondo dell’informazione”, scrivono i vertici Fnsi, secondo cui “trasformare critiche legittime e condivisibili in provvedimenti di carattere ritorsivo è sbagliato, oltre che ingiusto”.

Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Il modo migliore per affrontare il problema è quello di ragionare di riforma dell’editoria legando qualsiasi forma di sostegno non soltanto al rispetto delle norme di legge e dei contratti nazionali di lavoro, ma anche all’osservanza degli obblighi imposti dalla legge e dalle carte deontologiche dei giornalisti, che vietano e sanzionano qualsiasi forma di discriminazione delle diversità e delle minoranze”.

“L’atteggiamento del governo è invece quello tipico di chi vuole usare il manganello contro un’intera categoria di professionisti per consumare vendette e regolamenti di conti anche con chi le regole le ha sempre rispettate”, concludono.

Il commento dell’Odg:
“Ciò che viene stampato rimane. Premesso che il presidente Carlo Verna ha già disposto la segnalazione al Consiglio di Disciplina competente nei confronti di Pietro Senaldi, nell’esprimere lo sdegno per il titolo odierno di Libero ‘calano fatturato e Pil ma aumentano i gay’, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti invita tutta la redazione del quotidiano a riflettere sulle sagge parole del dirigente scolastico del liceo scientifico Oriani di Ravenna che non ha cancellato la scritta ‘il preside è gay’ ritenendola ‘pietra d’inciampo’ per l’intelligenza umana”. Lo si legge in una nota del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti.

La replica di Feltri:
“Abbiamo semplicemente fatto una fotografia dell’Italia: che calino il fatturato e il pil è un dato di fatto e che aumentino i gay pure. Tra la prima e la seconda frase c’è un avversativo. Li abbiamo messi assieme solo perché è una fotografia di due fenomeni italiani: dove è il problema? Non riesco a capire. Sono critiche ridicole. Sono esterrefatto, anche se immaginavo questo casino conoscendo certi meccanismi”. Così Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero, ha risposto alle critiche nei confronti del titolo di apertura del quotidiano. “Non c’è una riga contro i gay sul mio giornale”, ha affermato all’Ansa. A noi dei gay non importa nulla, sarebbe assurdo che ci fosse ostilità nei loro confronti. Il problema è che nessuno di quelli che ci attaccano ha letto gli articoli sul tema, che sono rispettosissimi. Ci si limita a dare un’occhiata al titolo… ma sono i soliti a intervenire. Non è un giudizio, ma un pregiudizio”.

Alle parole del sottosegretario Vito Crimi, sul taglio dei fondi pubblici al quotidiano, Feltri ha replicato: “Non siamo noi che ammazziamo la democrazia, noi abbiamo semplicemente fatto una fotografia. Sono loro che ci vorrebbero zittire e la democrazia senza libera stampa non esiste”. Il giornalista ha attaccato anche l’Ordine dei giornalisti che ha fatto una segnalazione al Consiglio di Disciplina nei confronti del direttore di Libero, Pietro Senaldi: “E’ normale, abbiamo un Ordine che non è superfluo, ma dannoso e non fa altro che andare contro gli iscritti, ma è una cosa che non necessita di giustificazioni. Non vedo come possa essere condannato Senaldi per una cosa del genere”.

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