Rai, ecco il piano Salini: nascono Rai Format e Rai Doc; in arrivo canale inglese, testata digitale, news room, struttura format digitali

Nel Cda Rai di oggi l’amministratore delegato Fabrizio Salini ha anticipato ai consiglieri di amministrazione le principali linee d’azione che caratterizzeranno il nuovo piano industriale 2019/2021 che dovrà essere approvato entro marzo. Tra le novità di rilievo la nascita di Rai Format e Rai Doc, nuove direzioni  che hanno l’obiettivo di dare impulso all’industria creativa italiana, di coinvolgere e far crescere produttori  indipendenti e giovani autori creativi.

Fabrizio Salini (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Dopo 6 mesi di lavoro  Salini ha presentato un piano ambizioso, giudicato innovativo e rivoluzionario anche dalla maggior parte dei consiglieri.  Tra gli aspetti i più importanti  e innovativi c’è che le “reti diventano interpreti dei bisogni dei consumatori focalizzandosi su palinsesti sempre più cuciti su misura e nel miglioramento dell’esperienza di visione”. A coordinamento delle reti è prevista una direzione di distribuzione.

Nella visione di Salini, il prodotto viene messo al centro con la definizione di specifiche direzioni di contenuti concentrate sull’innovazione di genere e sulla multifruibilità in linea con quanto avviene nei modelli organizzativi dei principali broadcaster internazionali: in questa prospettiva si vanno a costituire le nuove direzioni Rai Format (con cui l’azienda si riappropria della creatività) e Rai Doc (dopo anni di caos in cui il genere in fortissima espansione veniva rimpallato da una direzione all’altra) che avranno come obiettivo quello di dare impulso all’industria creativa italiana, coinvolgere e far crescere produttori indipendenti e giovani autori creativi ( anche nell’ambito fiction ),  una delle mission che Salini si è imposto dal momento in cui ha messo piede a Viale Mazzini.

In ottemperanza al contratto di servizio, l’offerta sarà ampliata con un canale in inglese, che conterrà l’informazione in lingua e uno di natura istituzionale.

Per quanto concerne la parte relativa all’informazione, il Piano si articolerà in 3 fasi: la prima prevede il rafforzamento di un polo all news con la creazione di una testata digitale; la seconda contiene il potenziamento della testata digitale con lo sport e l’informazione istituzionale. La terza fase realizzerà l’integrazione dei poli informativi in una news room di flusso ma mantenendo i brand di punta dell’informazione Rai rafforzandone la loro storica identità.

Sarà centrale il ruolo di Rai Play che si trasformerà in una piattaforma in grado di produrre contenuti esclusivi e nativi digitali, utilizzando le nuove tecnologie. Non a caso il piano prevede la creazione di una nuova struttura interna all’azienda dedicata ai nuovi format contemporaneamente al potenziamento
del Crit (centro ricerche e innovazione tecnologiche) di Torino.

Per quanto concerne il finanziamento del piano, si provvederà, così come dettagliatamente documentato, alla ottimizzazione dei costi – senza alcuna contrazione occupazionale – ma attraverso una minor sovrapposizione dei palinsesti, alla riduzione delle inefficienze, alla revisione dei fabbisogni del settore informazione che resta per la Rai cruciale.

Parere favorevole alla proposta di Salini di esercitare l’opzione per l’acquisto del pacchetto per la Champions League 2019-2020.  E’ stato inoltre approvato l’aggiornamento del piano anticorruzione per il triennio 2019-2021.

Sono stati poi illustrati dai direttori di Rai Parlamento e Rai Sport i piani editoriali per le due testate, con l’indicazione dei vicedirettori.

Nel corso della seduta sono anche stati rinnovati i Cda di Rai Pubblicità e Rai Com. A Rai Pubblicità designato come amministratore delegato Gian Paolo Tagliavia (Antonio Marano confermato presidente, nuovi consiglieri Beatrice Coletti, Giampaolo Rossi e Maria Pia Ammirati), mentre a Rai Com la carica di amministratore delegato sarà ricoperta da Monica Maggioni (Presidente Marcello Foa, nuovi consiglieri Igor De Biasio e Roberto Ferrara, confermata Silvia Calandrelli). Marcello Foa ha annunciato di rinunciare al compenso di presidente di Raicom. Come Foa anche i consiglieri di amministrazione  dell’Azienda designati nelle società controllate (De Biasio, Coletti e Rossi).

Il commento dell’UsigRai:
“Leggiamo indiscrezioni su piano industriale e piano news. Legittimo e corretto che il cda ne discuta. Ma questo sta avvenendo in totale assenza di discussione sul piano risorse umane: centinaia di persone aspettano che la Rai dia loro finalmente il ‘giusto contratto'”. A rilevarlo, in una nota, è l’esecutivo Usigrai. “Nessun progetto – afferma il sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini – può esistere se non si sana lo scandalo dei tantissimi lavoratori che lavorano con finti contratti atipici o con contratti che non corrispondo al lavoro che fanno e quindi senza le tutele che spettano loro”.

Vittorio di Trapani, segretario dell’Usigrai (Foto: Ansa/Fabio Campana)

Quanto alle “presunte novità sul settore news – continua l’Usigrai – ricordiamo che nulla potrà esser fatto senza l’adeguato confronto con le redazioni e il sindacato. Ma da subito diciamo che non accetteremo nessuna riduzione di spazi affidati alle testate, e men che meno scorpori ingiustificati (come quello trapelato di Radio1). Altrettanto chiaramente diciamo che – come abbiamo sempre dichiarato – se la Rai vuole discutere accorpamenti, deve prima ottenere la riforma dei meccanismi di nomina dei vertici (ad, presidente e cda) – superando la scellerata legge Renzi – e risorse adeguate, certe e di lunga durata (ancor di più dopo la sconfitta subita nella ultima legge di Stabilità nel silenzio colpevole e complice dell’attuale vertice)”. “Tra l’altro – conclude la nota dell’esecutivo Usigrai – emerge la totale confusione di nomine di direttori appena fatte, piani editoriali autorizzati dal cda e linee guida aziendali che vanno in tutta altra direzione”.

Il commento del Cdr del Giornale Radio Rai:
Dopo le anticipazioni del piano industriale all’esame del consiglio di amministrazione della Rai, il Cdr del Giornale Radio “boccia l’ipotesi di uno scorporo di Radio 1 dal Giornale Radio”. “E’ una pericolosa scelleratezza – scrive il comitato di redazione in una nota -. Vigileremo sui contenuti del piano e ci opporremo fortemente, e in tutte le sedi, a qualsiasi progetto di scorporo e che comunque non passi per un confronto con Cdr e Usigrai”. Il Cdr ricorda che nel piano editoriale del direttore Luca Mazzà, approvato dallo stesso consiglio di amministrazione appena un mese fa, si legge che “Giornali Radio e contenitori informativi, opportunamente armonizzati, costituiranno insieme un grande spazio di libero confronto, con l’attualità in primo piano”, e che “si conferma in pieno la vocazione all news della testata con una accentuazione dell’integrazione e dell’armonizzazione con la Rete che mantiene il suo tratto distintivo, unico nel panorama nazionale, di canale di informazione”. Un concetto ribadito anche in occasione della presentazione del palinsesto della rete: “Radio 1 con più informazione e notizie in diretta”. Per il comitato di redazione, “Radio 1 e Giornale Radio sono una testata unica e progetti di separazione o duplicazione non hanno nulla a che vedere con la mission del servizio pubblico”. Il sindacato dunque annuncia “un’azione decisa e dura che coinvolga l’intera redazione”.

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