Perché Trapattoni è sbarcato sui social?

A ottobre 2018 è sbarcato sui social Giovanni Trapattoni, leggenda del Milan (in campo) e allenatore in grado di vincere dieci titoli nazionali in quattro dei massimi campionati europei (sette in Italia con Juventus e Inter), senza dimenticare le tre Champions League, due da giocatore una da allenatore. Non tutti se ne sono accorti subito. Ma l’attenzione intorno ai suoi profili Facebook, Instagram e Twitter è via via cresciuta. Anche perché il “Trap” è comparso in rete con tutto il suo bagaglio di aneddotti e autoironia, dall’immancabile fischio alle frasi celebri (“non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”).

Personaggio popolare e mediatico oltre che leggenda del calcio azzurro (per quattro anni è stato anche commissario tecnico della Nazionale), come mai Trapattoni, alla vigilia degli 80 anni, ha deciso di scendere nuovamente in campo, quello digitale? A spiegarlo è lui stesso in un post sul sito di atterraggio dei profili social.

“Ci è voluto del tempo per abituarmi alla pensione”, spiega il Trap. “Per essere più precisi ci sono voluti 5 anni di ‘minacce’ di mia moglie per accettare quello che non volevo ammettere: era giunto il momento di ritirarsi definitivamente dal mondo del calcio”. Fino a quando “uno dei miei nipoti tira fuori l’argomento dei social media a tavola: nonno tu avresti tutte le carte in regola per essere un influencer e diventare viral”.

“Tutti abbiamo riso”, spiega l’allenatore di Cusano Milanino, ma “una scintilla si era insinuata inconsciamente dentro di me, suscitando curiosità per quel mondo digitale che non mi era mai interessato più di tanto”.

Ma c’è di più: “data l’età e le esperienze accumulate, vorrei riuscire a comunicare i valori che mi hanno fatto diventare la persona che sono e, allo stesso tempo, sensibilizzare su dei temi a me cari”.

Uno dei motivi che hanno spinto il Trap ha imbracciare lo smartphone per twittare e postare foto è anche il rapporto con le giovani generazioni: “nella nostra società si evidenzia spesso il crescente distacco fra i giovani e le altre generazioni. A mio avviso, una delle cause di questo fenomeno è da ricercare in un diverso modo di comunicazione. Ma non sono qui per giudicare o critare qualcuno. Nel mio piccolo cerco soltanto di colmare il divario imparando e usando questi mezzi così cari ai giovani, il nostro futuro”.

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