Condé Nast International lancia Vogue Business, testata trade su moda, bellezza e lusso

Condé Nast International ha annunciato il lancio di Vogue Business, nuova testata trade dedicata alle industry di moda, bellezza e lusso. Diffuso in 29 mercati, dalla Cina agli Stati Uniti, la testata, gestita come entità separata da Vogue, ha un team editoriale indipendente diretto da Lauren Indvik, giornalista di moda e business(per il New York Times e il Wall Street Journal tra gli altri) ed ex direttore di Fashionista.com, da due anni a capo della sezione News e Storie di Vogue International, che collabora con i team dei Vogue di tutto il mondo. Può contare inoltre sul network mondiale dei brand dell’editrice – dalle edizioni locali di Vogue, Gq, Glamour, Wired – e su una rete di esperti di moda e lusso, leader del segmento e partner.

Nella foto, a sinistra Lauren Indvik (foto Twitter.com) e il logo di Vogue Business

Le principali aree di sviluppo editoriale sono l’analisi delle tendenze della industry in tutti i suoi aspetti, dal design alla distribuzione alla formazione dei talenti; l’impatto sul mercato delle dinamiche globali, dal cambiamento climatico alla geopolitica; l’impatto delle evoluzioni culturali sui modelli di vendita, e viceversa; l’impatto del progresso tecnologico e scientifico sul modo di produrre e di commercializzare i prodotti. “Il nostro è  un giornalismo pensato per garantire il massimo dell’impatto e dell’accessibilità, per far visualizzare a colpo d’occhio i concetti chiave, e permettere ai leader della industry di prendere decisioni capaci di far crescere le loro attività e le loro carriere, preparandole al futuro”, ha sottolineato Indvik.

Condé Nast International in una nota ha definito il lancio della nuova testata globale come “una decisione logica”, visto “il network di giornalisti di moda, ricercatori, esperti commerciali e partner più ricco ed esteso al mondo, capace di recepire i trend più importanti”.

L’esordio di Vogue Business non è stato con un sito ma con una newsletter, privilegiando, spiega l’editrice, “il raggiungimento di un alto tasso di engagement nei confronti di un’audience selezionata, invece che un generico obiettivo di reach totale”. Pensato fin dall’inizio come brand globale e nato da un incubatore digitale, la testata rappresenta per l’editrice un nuovo modello di lancio, che ha rilevato Ciara Byrne, director of business development di Condé Nast International, “permette di capire intimamente la nostra audience, grazie a ricerche approfondite e feedback continui”.

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