Un editore su tre pensa che nessuno aiuterà il giornalismo. Dati Reuters: abbonamenti focus per il 2019. Audio e A.I. ambiti su cui investire

Gli abbonamenti saranno il principale focus per gli editori nel 2019. Lo rivela il report del Reuters Institute for the Study of Journalism, pubblicato all’inizio gennaio, con le previsioni per il nuovo anno fatte da 200 editori, ceo e managing director a capo di siti di news nativi digitali e non.

Alle spalle delle sottoscrizioni, indicato dal 52% degli intervistati, importanti per i bilanci saranno anche il digital advertising (27%), seguito dai contenuti native (8%) e dalle donazioni (7%), voce separata rispetto agli abbonamenti.

(elaborazione Reuters Institute)

Ovviamente, rileva lo studio gli editori non abbandoneranno comunque dispay e native adv.

Sul fronte web e del rapporto con social e aggregatori di news, dopo quanto successo nel 2018, nessuno vuole ammettere di far affidamento su Facebook o in generale su piattaforme per la distribuzione dei contenuti. “Vogliamo riportare i lettori direttamente sulle nostre pagine”, ha spiegato un editore inglese. “Non siamo interessati a costruire communities su piattaforme esterne a loro stesso vantaggio”. Meno della metà degli intervistati (il 43%) ha definito ‘molto’ o ‘estremamente’ importante Facebook, così come Apple News e YouTube. Giudizio diverso su Google, per cui propende l’87% degli addetti ai lavori.

(elaborazione Reuters Institute)

Alla domanda se ci sarà qualcuno disposto ad aiutare il mondo del giornalismo, quasi uno su 3 (29%) è convinto che il settore non troverà supporti esterni. Un’ugual percentuale pensa al contrario che fondazioni o enti non-profit saranno al fianco dei giornali. Per il 18% ci sarà il sostegno dalle piattaforme, mentre l’11% indica i governi come origine di un possibile supporto.

(elaborazione Reuter Institute)

Più di tre quarti (78%) degli intervistati ha individuato l’intelligenza artificiale (A.I.) come uno dei settori su cui investire per garantire un futuro al giornalismo. Ma non come alternativa all’assunzione di più giornalisti.

(elaborazione Reuter Institute)

Per il 75% l’audio diventerà una parte importante nelle loro produzioni e strategie commerciali. Una stessa percentuale guarda con attenzione anche agli assistenti vocali, cui attribuiscono un valore sempre più crescente per l’accesso alle notizie.

(elaborazione Reuters Institute)

Resta centrale la questione del paywall. L’accesso limitato ai siti sta tagliando fuori molti utenti dalle news di qualità e dalla ricerca emerge che in molti paesi solo una piccola parte di lettori è pronta a pagare, a fronte di una larga fetta che si accontenta dei servizi di base. Maggiori inviti da parte degli editori a sottoscrivere abbonamenti, oltre ad allontanare dalle news potrebbero spingere anche all’adozione di software per aggirare i limiti dei paywall.
L’attenzione degli editori, spiega la ricerca, si sta dunque focalizzando sul valore delle sottoscrizioni per aumentarne il valore, anche attraverso offerte combinate. Per esempio Il Times di Londra ha scelto di offrire un anno di abbonamento al Wall Street Journal, mentre in America Amazon Prime da diritto a 6 mesi gratis sul WP.

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