Soro: privacy sia diritto universalmente tutelato. Senza regole si rischia regime di sorveglianza

“Se prive di regole, le nuove tecnologie possono alimentare un regime della sorveglianza tale da rendere l’uomo una non-persona, l’individuo da addestrare o classificare, normalizzare o escludere”. Lo ha detto il Garante della Privacy, Antonello Soro, al convegno ‘I Confini del Digitale, nuovi scenari per la protezione dei dati’, in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali.

“Ogniqualvolta ciò che costituisce la proiezione del sé nella dimensione digitale, il dato, appunto viene considerato – ha proseguito Soro – una mera cifra, da sfruttare senza considerarne l’impatto sulla persona, essa stessa si riduce a un’astrazione priva di individualità e, dunque, di dignità. E questo non solo per lucido calcolo di profitto o per politiche statali illiberali, ma anche solo per assuefazione alla cessione indiscriminata e disattenta, di quei frammenti di libertà che sono i dati e che incorporano sempre più relazioni tra persone e rapporti di potere”.
“Rileva in questo senso, soprattutto, l’intelligenza artificiale applicata alla vita individuale e collettiva – ha aggiunto ancora -, la cui progressiva diffusione ha segnato quella che, con i limiti di ogni periodizzazione, è stata definita quarta rivoluzione, con il passaggio all’internet ‘degli oggetti’, all’economia della condivisione, al ‘pianeta connesso'”.

Il garante della Privacy, Antonello Soro (Foto Ansa/Claudio Peri)

Secondo Soro “è significativo che, nei giorni scorsi, a Davos sia stato proposto il tema di una governance internazionale delle tecnologie, evidenziando un generale forte interesse per una comune regolazione, ma anche la difficoltà a trovare un’architettura condivisa”. Il garante della Privacy ha quindi ricordato il Social Credit System introdotto in Cina, che assegna un punteggio ai cittadini in base alle loro abitudini.
“La ‘vita a punti’ dei cinesi è qualcosa di più e di diverso dalla mera digitalizzazione dell’azione pubblica”, ha spiegato. “Sembra indicare la via di un nuovo totalitarismo digitale, fondato sull’uso della tecnologia per un controllo ubiquitario sul cittadino, nel nome di una malintesa idea di sicurezza”.

“Il presente e il futuro della protezione dei dati si giocano sugli orizzonti dell’affermazione progressiva di tale diritto come diritto universalmente tutelato, per restituire alla persona quella centralità che da tempo sembra aver perso”, ha spiegato ancora Soro. “Questo è il ruolo più significativo che l’Europa potrà giocare in un contesto geopolitico così fortemente segnato dal potere dell’algoritmo – ha proseguito -, ridisegnando, a partire dalla protezione dei dati, i confini del tecnicamente possibile alla luce di ciò che è giuridicamente ed eticamente accettabile. Va in questa direzione il recente impegno delle istituzioni europee per un uso etico dell’intelligenza artificiale”.

“Celebrando la Giornata europea della protezione dei dati personali – ha aggiunto -, ci piace pensare che se il valore di questo straordinario diritto riuscirà ad affermarsi anche in ordinamenti in cui l’ideologia del controllo sembra oggi aver ridotto la persona ad un fascio di informazioni illimitatamente acquisibili, allora, in questo tempo tanto complesso quanto affascinante, potrà dirsi vinta la più importante delle sfide lanciate all’idea di libertà dalla sinergia di tecnologia e potere”.

“Il condizionamento dei processi politici, da parte delle potenze straniere, mediante disinformazione e propaganda mirata in rete è stato vissuto a ragione come una ‘guerra mondiale dell’informazione’ con una corsa agli armamenti che vede arsenali in continua evoluzione”, ha rilevato ancora Soro. “La porta d’ingresso degli attacchi informatici sono banche dati non sufficientemente protette, come dimostrano anche le violazioni registratesi, nei mesi scorsi, nel nostro Paese. Solo a novembre – ha ricordato – un attacco massivo, mai avvenuto prima in Italia, ha colpito circa tremila soggetti pubblici e privati e ha portato all’interruzione dei servizi informatici degli uffici giudiziari distrettuali dell’intero territorio nazionale”.

“Si stima – ha aggiunto – che la perdita economica imputabile al cybercrime possa raggiungere nel 2020 i 3000 miliardi di dollari e che gli attacchi informatici possano interessare il 74% del volume degli affari mondiali”. Secondo Soro, “la protezione dati può divenire presupposto di sicurezza, promuovendo quella resilienza indispensabile per la difesa della democrazia nel rispetto della sua identità e con mezzi, dunque, democratici”. “E in proposito possiamo affermare di aver dimostrato, nel nostro Paese, come la disciplina di protezione dati, interpretata nel rispetto del canone di proporzionalità, risulti non già ostativa, ma sinergica rispetto alla tutela della sicurezza nazionale”. “Tale circolarità tra protezione dati e democrazia – ha affermato ancora – spiega perché, proprio su questo terreno, l’Unione europea abbia inteso affermare la propria sovranità digitale, in senso assai diverso da quella rivendicata dalla Cina in chiave nazionalistico-autarchica ed egemonica: bensì per la garanzia dei diritti della persona rispetto a chiunque ne gestisca, con i suoi dati, l’identità”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Auditel arriva la rilevazione dei device mobili. In Italia più di 112 milioni di schermi possono accedere a contenuti video o tv

Auditel arriva la rilevazione dei device mobili. In Italia più di 112 milioni di schermi possono accedere a contenuti video o tv

Inpgi, Crimi: M5S non vuole commissariamento; ipotesi passaggio ammortizzatori sociali all’Inps

Inpgi, Crimi: M5S non vuole commissariamento; ipotesi passaggio ammortizzatori sociali all’Inps

Condè Nast vende W a Future Media Group. Sara Moonves sostituisce alla direzione Stefano Tonchi

Condè Nast vende W a Future Media Group. Sara Moonves sostituisce alla direzione Stefano Tonchi