Freccero: per Grillo mi aspettavo ascolti più alti. Rai2 punita dal coordinamento dei palinsesti

Non è servita a far crescere gli ascolti la polemica – più politica che televisiva – che ha preceduto la messa in onda su Rai2 di ‘C’è Grillo’. Lo speciale con gli spezzoni televisivi della carriera del comico ligure si è fermato a 1.031 milioni di spettatori, con una share del 4,34%, in una serata in cui gli avversari di programmazione non erano da poco, tra la fiction Rai ‘La compagnia del Cigno’ o la presenza di Di Maio da Porro.

Intercettato dall’Ansa, il direttore della seconda rete, Carlo Freccero, ha commentato i dati registrati dalla trasmissione. “In primo luogo il programma è partito alle 21.06 ed è stato coperto fino alle 21.41 da Striscia la notizia. Ricci ha coperto con un inizio folgorante l’inizio altrettanto folgorante del programma: insomma è iniziato troppo presto. In secondo luogo non si poteva andare oltre le 23.35, altrimenti si andava contro Fabio Fazio”, ha spiegato.
“Rai2, ha lamentato Freccero, “è costantemente punita dal coordinamento dei palinsesti: questo va detto, ho le spalle larghe e sopporto in silenzio. Tra due settimane lo speciale ‘C’è’ sarà dedicato ad esempio a Virginia Raffaele, insomma sfrutto Sanremo ma neanche questo vorrebbero”.

Carlo Freccero (Foto ANSA/ ETTORE FERRARI)

Per Freccero, dunque, “chi ha vinto veramente è stato Di Maio che ha superato il Grillo pre-politico, ed ha sottratto ascolti. Ha fatto fare il record a Porro con punte del 9%. Questo spiega la mia indipendenza, il fatto che non c’è nessun coordinamento tra me e il Movimento 5 stelle”.

Quanto al risultato della trasmissione che fa chiedere al segretario della Vigilanza Michele Anzaldi le dimissioni di Freccero, il direttore ha replicato: “Sono sereno: 40 mila euro in totale per il 4,3% di share mi sembra che sia nei costi tradizionali. Non è un incidente industriale, ma è nella logica. Un insuccesso ogni tanto fa bene: è come la vitamina. Ben venga questo risultato, è vero che mancano due punti e mezzo a quello che mi aspettavo, ma è un modo per ragionare con più impegno”.

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