Ue: social e big tech facciano di più contro le fake news. Accelerare le misure in vista delle elezioni

Facebook, Twitter, Mozilla e Google devono fare di più per combattere le fake news in vista delle elezioni europee di fine maggio. E’ il monito rilanciato dalla Commissione Ue in occasione del primo rapporto sull’attuazione del codice di condotta volontario sottoscritto da social e big tech lo scorso ottobre.

“Ci sono stati alcuni progressi, in particolare nel rimuovere account falsi e limitare la visibilità di siti che promuovono la disinformazione”, ha spiegato la commissaria Ue al digitale Mariya Gabriel, ribadendo però, come nonostante i progressi fatti nell’ultimo mese, sia “importante accelerare le misure”.

“E’ necessaria più azione per assicurare la piena trasparenza delle pubblicità politica sin dall’inizio della campagna per le elezioni europee in tutti gli Stati membri, per permettere accesso appropriato ai dati delle piattaforme per obiettivi di ricerca e per assicurare un coordinamento appropriato tra le piattaforme e Stati membri individuali”, ha spiegato l’esecutivo comunitario.
“Dobbiamo andare oltre e più velocemente prima di maggio. Non vogliamo svegliarci il giorno dopo le elezioni e realizzare che avremmo dovuto fare di più”, ha detto il commissario responsabile per l’unione della sicurezza, Julian King.

Bruxelles ha quindi lanciato un appello anche ai brand commerciali che guadagnano soldi con il fenomeno del ‘clickbait’ e che si basa sulle fake news, per aderire al codice di condotta e porre fine al circolo vizioso che alimenta allo stesso tempo ricavi e disinformazione.

Julian King e Mariya Gabriel (Foto EPA/STEPHANIE LECOCQ)

Nello specifico, il rapporto pubblicato dalla Commissione sottolinea che Facebook ha preso o sta prendendo misure per dare seguito a tutti gli impegni previsti dal Codice di condotta, ma ora deve fornire maggiore chiarezza su come permetterà ai suoi utenti di utilizzare gli strumenti anti-fake news e incrementare la cooperazione con i fact-checkers. “E’ ancora insufficiente”, ha attaccato Gabriel, la diffusione dei nuovi strumenti di Facebook, in quanto questi sono disponibili finora “in solo 7-8 Stati membri”, mentre dovrebbero esserlo in tutti i 28.
Google – dice il rapporto – ha compiuto passi per migliorare la valutazione degli inserti pubblicitari e la trasparenza della pubblicità politica, ma gli strumenti a disposizione degli utenti contro le fake news e altri mezzi di disinformazione sono disponibili solo in un numero limitato di Stati membri.
Twitter – prosegue il rapporto – ha dato priorità all’azione contro gli attori “maligni” chiudendo account falsi o sospetti e sistemi automatizzati e bot, ma deve fornire più informazioni su come intende muoversi contro ci continua a diffondere disinformazione promuovendo i propri tweet.
Infine, secondo il rapporto, Mozilla sta per lanciare una versione aggiornata del suo sito che blocca il tracciamento dei siti visitati per default, ma deve essere piu’ concreto su come questo stmento possa evitare campagne di disinformazione.

 

 

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