Skype arriva in carcere. Dopo i progetti pilota al via le videochiamate per i colloqui tra detenuti e familiari

Videochiamate tramite Skype per facilitare le relazioni familiari dei detenuti a garanzia delle loro esigenze affettive. E’ quanto prevede una circolare del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) che, dopo aver valutato l’esperienza dei progetti pilota avviati in alcuni istituti, ha deciso di estendere su larga scala l’installazione e l’utilizzo della piattaforma di telecomunicazioni.

(Foto Ansa EPA/SASCHA STEINBACH ILLUSTRATION)

Grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche e di internet, i detenuti potranno avere contatti più agevoli con figli, genitori o coniugi alleggerendo il peso di spostamenti, attese e incontri all’interno delle strutture penitenziarie.

A beneficiarne saranno, in particolare, i bambini che, rimanendo a casa, potranno restare in contatto con i genitori in carcere. La normativa – rende noto il ministero della Giustizia – prevede che non tutti i detenuti potranno beneficiare di questa possibilità: accanto alla finalità affettiva risulta fondamentale, infatti, che tutto si svolga nella massima sicurezza.

 

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