Tim, Gubitosi: un tavolo con Open Fiber su rete unica. L’Italia ha bisogno di infrastrutture ma ha poche risorse

“Prima di parlare delle possibili soluzioni, vorrei sedermi con Open Fiber per un esame approfondito della situazione esistente e delle opportunità che presenta. Qualsiasi discussione sul tema non può basarsi su opinioni ma su numeri, fatti e dati certi”. Lo afferma l’ad di Tim, Luigi Gubitosi, in un’intervista al Corriere della Sera, in cui auspica un tavolo “per esplorare possibili sinergie, che possono andare da accordi commerciali, co-investimenti, fino anche ad una possibile combinazione complessiva delle due infrastrutture. E’ importante capire i valori in gioco”.

Il tema del controllo della rete, aggiunge, “è successivo e riguarda gli azionisti”. “L’Italia ha bisogno di infrastrutture ma ha poche risorse per realizzarle, eppure è tra i pochi Paesi che sta andando verso una sovrapposizione delle reti di telecomunicazioni”, osserva il manager. “E’ opportuno massimizzare l’efficacia degli investimenti”.

Luigi Gubitosi (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Da Tim “il mercato si aspetta tre cose fondamentali: l’aumento di generazione di cassa organica, capire come possiamo sfruttare le opportunità di valorizzazione disponibili e la fine della conflittualità tra gli azionisti”, rileva Gubitosi, secondo cui la conflittualità Vivendi-Elliott potrà essere superata “creando valore e questo si può fare riportando Tim al centro del sistema italiano delle telecomunicazioni. Sarà importante trovare un comune punto di incontro tra i nostri azionisti e per quanto mi riguarda farò il possibile perché si raggiunga un equilibrio”.

Sul rilancio dell’azienda, “Il settore delle Tlc è strategico per lo sviluppo e la digitalizzazione del nostro Paese. Il lancio del 5G accelererà il processo di cambiamento di un settore che ha bisogno di un complessivo piano di riassetto”. “Tim è pronta ad essere al centro di questa partita per portare vantaggi agli azionisti, ai dipendenti, ai clienti e, in sintesi, al Paese. Tim è l’unica azienda italiana che ha le dimensioni per essere competitiva con gli altri gruppi europei”, conclude Gubitosi.

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