Presentata la riforma Sport e salute. Giorgetti: risorse mai sotto i 408 milioni. La politica sportiva spetterà sempre al Coni

Presentata la riforma Sport e salute, risorse mai sotto i 408 milioni. “Volevamo illustrare questa riforma che non è dello sport italiano, ma volevamo svelenire un clima che era stato alimentato. Questa riforma non nasce contro nessuno e per nessuno. Non facciamo le leggi ad personam, l’abbiamo fatto per fare bene allo sport italiano”. Lo ha detto il sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, durante la presentazione della riforma del sistema sportivo italiano, questa mattina nell’Aula Magna del Centro di Preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa a Roma. E il sottosegretario Simone Valente ha ribadito: “Questa riforma non è fatta contro qualcuno. Si è immaginato e scritto un modello che dovrà perdurare anche dopo il governo attuale”.

I ministri della Salute Giulia Grillo e dell’Istruzione Marco Bussetti con i sottosegretari Giancarlo Giorgetti e Simone Valente (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Limite minimo a garanzia delle risorse. “Per la prima volta non siamo, né noi politici né voi, rimessi alle determinazioni della legge di bilancio. Abbiamo messo un limite minimo sotto il quale non si potrà andare ma potranno essere aumentate le risorse. Se il movimento si allarga e si sviluppa può arrivare di più”, ha aggiunto Giorgetti riferendosi alle risorse destinate allo sport italiano.

Su Sport e Salute Spa. “Abbiamo in animo di sviluppare una Sport e Salute S.p.A forte, sarà una società strumentale dello Stato e sarà soggetta ai controlli della Corte dei conti”, ha aggiunto il sottosegretario riferendosi alla società che prenderà il posto della Coni Servizi.

Puntare sullo sport di base. “Nella nuova Sport e Salute ciascuno dovrà portare le proprie competenze, chi per la parte sportiva chi per la parte gestionale. La politica sportiva continuerà a farla il Coni, non ci saranno due papi dello sport, ma oltre al presidente del Comitato olimpico nazionale ci sarà chi si occuperà di mettere insieme uomini e risorse per far crescere lo sport di base, un settore che finora è stato sottovalutato dalla politica”, ha aggiunto il sottosegretario.

Quattro pilastri. “I quattro pilastri della riforma? Il più importante è il meccanismo di autofinanziamento dello sport. Il gettito fiscale che genera lo sport moltiplicato per il 32% è la cifra destinata allo sport italiano, ma il minimo è fissato a 408 milioni”, ha aggiunto Giorgetti.

Salvini: investimento di civiltà. “In un settore dove di solito si taglia, abbiamo fatto un investimento di civiltà, educazione e formazione di questo sono orgoglioso”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, presentando ‘Sport e Salute’. “E’ vero che in queste settimane ci siamo scontrati, ma se questo Paese punterà di più sullo sport di base diventeremo un paese migliore”.

Giovanni Malagò e Matteo Salvini (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Il plauso di Malagò. “Non c’è dubbio che le persone fanno la differenza”, ha commentato il presidente del Coni, Giovanni Malagò. “Stupore per come si è arrivati poi questa fase di dialogo che è andata avanti, ci sono aspetti legati al perimetro di azione del Coni su cui lavorare. C’è stato un percorso normativo che si è evoluto. Io plaudo e sono felice e orgoglioso che ci sia uno Stato che ci mette la volontà di investire in questi settori”.

“Io non condivido questo nome, Sport e Salute, e mi sono battuto per questo, perché molto usato e inflazionato – ha aggiunto Malagò -. Sono temi che tutta la popolazione italiana condivide. Avrei fatto poi una società a parte, svuotando Coni servizi dei temi che devono rientrare nelle competenze di questo nuovo soggetto. Utilizzare il sistema Coni, due facce stessa medaglia, può avere una logica, io faccio il tifo che questo avvenga e ci siano dei risultati. Sono un ottimista, e sono uomo di sport e istituzioni e ho il compito di dare fiducia”.

I Cinque cerchi. Giorgetti ha poi precisato che “i cinque cerchi sono patrimonio e marchio del Coni. Sport e Salute potrà lavorare per valorizzare ancora di più il marketing del Coni, che oggi mi sembra sia già molto efficiente”. E parlando ancora di Coni Servizi ha precisato che “dal momento della sua istituzione ha avuto una crescita e ha prodotto anche risultati di efficienza. Sport e salute eredità in successione i beni e il patrimonio di coni servizi che devono essere fatti funzionare al meglio”, ha aggiunto Giorgetti.

Autonomia dei ruoli. “Si è voluto immaginare un unico contenitore che si occupasse di sport”, ha aggiunto il sottosegretario con delega ai rapporti con il Parlamento Simone Valente. “Ci sono state in passato tante collaborazioni ma avere tutto insieme in un unico Cda, lo consideriamo migliore. Vogliamo avere obbiettivi e cercare di rispettarli e utilizzare fondi pubblici con meritocrazia e basati su criteri oggettivi. L’attenzione sarà rivolta maggiormente allo sport di base e alla attività fisica adattata. Ognuno dovrà fare la propria parte nel rispetto dei ruoli. Ma il Coni continuerà ad avere la propria autonomia”.

“L’attività di alto livello deve essere gestita dal Coni e potrà essere ampliata ancora di più. Quelle risorse in più possono essere destinate anche ad uno staff per la preparazione olimpica per diventare sempre più una elite. Il Coni diventa un’agenzia di viaggi? Non l’ho mai sostenuto. Non è uno svuotamento del Coni, che dovrà avvalersi di Sport e Salute. Quest’ultima dovrà sviluppare asset delle competenze del Coni”, conclude Valente.

Sport e scuola. Presente anche il ministro dell’Istruzione, università e ricerca, Marco Bussetti: “da oggi si volta pagina: vogliamo consentire come scuola di fare sport continuativo e che gli istituti diventino un riferimento contro l’abbandono dell’attività fisica. Nella scuola primaria, che da più di 60 anni attende un cambiamento del genere, introdurremo insegnanti di educazione motoria, per soddisfare i bisogni dei nostri ragazzi, spesso distratti dai device”, ha detto il ministro.

“Ci sarà maggiore attenzione agli impianti sportivi”, ha proseguito Bussetti. “Abbiamo una missione importante per il bene dei nostri ragazzi, per arrivare a fornire il miglior servizio per lo sport, che e’ forma educativa per avere uomini migliori in futuro”, ha concluso.

Lo sport genera risparmi. Il ministro della salute Giulia Grillo, invece, ha ricordato che il governo è “al lavoro per dare cambiamenti reali dato anche che una recente pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che si potrebbero risparmiare 2,3 mld di euro adottando al meglio le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’attività fisica”.

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