Giornalisti, Giulietti: serve difendere l’art.21 da bavagli e tagli che riducono il pluralismo

“Quando dico che intendiamo difendere l’articolo 21 della Costituzione, voglio dire delle querele bavaglio che colpiscono chi scrive di mafia e di camorra e vive sotto scorta, parlo dei giornalisti in Turchia e in Siria, senza dimenticare in Italia le aggressioni continue e ripetute contro alcuni giornalisti”. Ad affermarlo, oggi a Trento, Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa.

“Non vorrei dimenticare i colleghi arrestati in Venezuela, l’egiziano arrestato stamani e i blogger cinesi in carcere”, ha detto Giulietti in occasione della firma di un protocollo tra sindacato e ordine del Trentino Alto Adige con la Provincia autonoma, per promuovere la formazione nelle scuole. “Ma parlo anche dei prospettati tagli al fondo dell’editoria, che rischiano di fare chiudere giornali locali, al dimezzamento del fondo per Radio Radicale e al provvedimento contro le emittenti e le agenzie. E’ un modo di ridurre il pluralismo”, ha continuato, ricordando sempre l’impegno del presidente Mattarella che “per nove volte in due mesi ha sottolineato la necessità di difendere l’articolo 21. Vuol dire che qualche problema c’è”.

Giuseppe Giulietti (Foto Ansa/Giorgio Onorati)

All’incontro Giulietti ha anticipato anche che tra i temi che verranno affrontati dal congresso che si terrà a Levico Terme, in Trentino, dal 12 al 14 febbraio ci sarà anche la memoria. “Non per un mero ricordo del passato, ha precisato il presidente Fnsi, ma come impegno per cambiare. E sarà dedicato ad Antonio Megalizzi, il giovane trentino di 29 anni morto il 14 dicembre scorso, per le conseguenze dell’attentato di Strasburgo dell’11 dicembre”.

“Questo congresso sarà dedicato a tutti i giornalisti giovani e precari, a quelli che sognano. L’Ordine ha fatto molto bene a dargli la tessera – ha detto di Megalizzi. Per me è giornalista chi vuole raccontare il mondo, non è una figura contrattuale, sono le passioni civili, la voglia di raccontare, che alcuni di noi non hanno più. Ci sarà un’iniziativa dedicata a ricordare Megalizzi, ma vogliamo sentire i familiari per concordarla”, ha spiegato.

“I delegati – ha aggiunto Giulietti – saranno 312 e ci sono posti liberi. Invito le istituzioni a esserci, chi giornalista non è, chi non è delegato e non ha interessi sindacali, per uscire da rituale antichissimo in cui le correnti non capiscono che parlando tra loro parlano a nessuno”.

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