Tim, de Puyfontaine: con Elliott situazione inaccettabile. Servono figure indipendenti per realizzare il piano strategico

Il fondo Elliott non ha mantenuto “neanche una delle sue promesse” e la situazione di Telecom Italia non ha “cessato di peggiorare”, diventando “inaccettabile”, “contraria agli interessi” degli stessi azionisti: questo il messaggio lanciato dal presidente del board di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano francese Le Figaro.

Nell’intervista de Puyfontaine auspica “un consiglio rappresentato da membri perlopiù indipendenti, che operino nell’interesse di tutti gli azionisti”. “Siamo azionisti di Telecom Italia ‘per sempre, per l’eternità'”, insiste il manager di Vivendi, ricordando che nel 2017, “quando avevamo la direzione operativa, il gruppo ha realizzato il suo miglior esercizio in 15 anni. Ma dalla presa di controllo del consiglio da parte del Fondo Elliott, la situazione non ha smesso di peggiorare”.

Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi (Foto Ansa/Riccardo Antimiani)

“Non hanno mantenuto neanche una delle promesse fatte prima del 4 maggio 2018, rimarca Puyfontaine, Basta guardare l’evoluzione del titolo in borsa per convincersene. Questa situazione è inaccettabile, contraria agli interessi degli azionisti”.

Per lui, oggi più che mai, “è tempo che Telecom Italia realizzi il suo piano strategico industriale e riporti le sue performance economiche al livello di quelle dei principali attori europei. Per farlo, proporremo, nella prossima Assemblea generale, nuove personalità indipendenti per il consiglio di Tim”.

A una domanda sul recente aumento di partecipazione del fondo Usa – dall’8,8% al 9,4% – il braccio destro di Vincent Bolloré risponde che questo non “cambia nulla alla realtà delle motivazioni di Elliott, un attore finanziario che purtroppo ha avuto un impatto molto negativo nella storia e nelle performance di Telecom Italia. Il crollo del 45% del titolo dal 4 maggio 2018 – conclude – ne è una triste illustrazione”.

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