Super Bowl: video da 5 milioni di dollari del WaPo a difesa del giornalismo. Critico un cronista: spesa che fa infuriare

Con un video da 5,25 milioni di dollari  il Washington Post ha fatto il suo esordio tra gli spot trasmessi durante il 53esimo Superbowl disputatosi ieri ad Atlanta, tra i New England Patriots e i Los Angeles Rams.

Con una carrellata di immagini, dalla II Guerra Mondiale a oggi, accompagnate dalla voce di Tom Hanks – attore che ha interpretato Ben Bradlee nel film The Post -, il quotidiano ha cercato di mettere in evidenza l’importanza del giornalismo e il ruolo essenziale che i giornalisti hanno nelle vite di tutti i giorni.
Tra le foto, anche quelle dei giornalisti uccisi o dispersi: Austin Tice, Marie Colvin e Jamal Khashoggi.

A chiusura dello spot ‘Democracy Dies in Darkness, slogan che accompagna la testata sia su sito che nell’edizione cartacea.

La scelta del quotidiano di proprietà di Jeff Bezos non poteva passare inosservata. “Volete sapere come i giornalisti dei media mainstream potrebbero evitare di spendere milioni di dollari in un pubblicità al Superbowl per guadagnare una credibilità non meritata? Che ne dite di riportare le notizie e non le loro opinioni di sinistra tanto per cambiare”, è stato il commento piccato di Donald Trump Jr. Commento che però ha fatto infuriare la rete, che ha reagito compatta contro l’analisi del figlio del presidente americano.

Critiche sono arrivate però anche da uno dei giornalisti del Post, Fredrick Kunkle. “Il Post paga diciamo 5 milioni di dollari per 30 secondi per promuovere il giornalismo durante uno degli eventi più vistosi e uno dei eventi sportivi più controversi nel paese. Anche se sono estremamente orgoglioso del Post e della sua eredità, mi sembra una spesa che fa infuriare”, ha affermato su Twitter Kunkle.

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