Sanremo, Rai fa il pieno di pubblicità: 29 milioni di euro. De Santis: tre milioni più dell’edizione 2018

Sanremo 2019 centra già il record della raccolta pubblicitaria, che “viaggia tra i 28 e i 29 milioni, almeno 3 di più dello scorso anno”. Ad anticiparlo è la direttrice di Rai1, Teresa De Santis, alla conferenza stampa che precede il debutto della 69esima edizione della kermesse canora, al via domani, 5 febbraio sul palco dell’Ariston.

“C’è stato un lavoro molto forte di contrazione dei costi. Molti artisti, anche grandi, sono venuti a titolo nominale, a meno dei rimborsi spese”, ha sottolineato De Santis, parlando di uno sforzo “in linea con il momento del Paese”. “E’ una forma di rispetto degli artisti nel rapportarsi con il resto di un paese che qualche volta soffre e arranca”, ha rimarcato.

Il consuntivo si traccia alla fine, “nella media del festival storicamente alla fine si recuperano tra 800 mila euro e 1 milione. Dipende da alcune voci che oscillano, da possibili spese in più”, ha spiegato la direttrice di Rai1. “La credibilità di Baglioni, la sua capacità artistica di attrarre attenzione è stata straordinaria, tale da assicurare un grandissimo beneficio economico”.

Claudio Baglioni e Teresa De Santis (Foto ANSA/ETTORE FERRARI)

De Santis ha colto l’occasione anche per sgombrare il campo dalle indiscrezioni sulle frizioni con Baglioni, che sarebbero emerse dopo le dichiarazioni del direttore artistico del festival sul tema dei migranti.”Ho grandissima stima del lavoro di Claudio. Si è parlato di screzi tra noi, ma non ci sono stati: credo che siamo avviati verso una sempiterna amicizia e siamo in grado di misurarci con grande cordialità e simpatia su qualunque cosa”, ha detto. “Baglioni ha fatto un lavoro di grandissima importanza, anche perché ha riportato tutto alla musica italiana”. “Ho sentito parlare di festival autarchico, ma l’autarchia non c’entra niente. E’ un festival in cui c’è un’identità, la voglia di sottolineare l’identità culturale del nostro Paese”. “Non sarà un festival politico, almeno non nell’accezione che si può pensare”, le ha fatto eco lo stesso Baglioni. “Il nostro sarà un festival che si basa sulle canzoni”.

De Santis è intervenuta anche sul presunto conflitto di interessi del cantante e direttore artistico. “La nostra produzione musicale e culturale vive anche di contiguità”, anzi spesso ne deve “fare tesoro: attraverso rapporti amicali si possono ottenere artisti che altrimenti non si sarebbero avuti. Questo non vuol dire che non ci debba essere una coscienza tale da far sì che venga favorita la qualità”.

Baglioni secondo De Santis ha “una coscienza molto forte” e “non ha bisogno di chissà quali sovvenzioni o giochi di potere”.  “Non parlo contrattualmente di questo tema perché non ho titolarità per esprimermi sul piano tecnico su un una questione che riguarda gli ambiti legali. Ne parlo sul piano concettuale, culturale”, ha precisato. “Per quanto mi riguarda e per l’esperienza che ho accumulato negli anni, penso per esempio al Live Aid, è molto frequente che siano le filiere amicali a creare le condizioni per arrivare al massimo del risultato”. “Nel caso di Baglioni – ha aggiunto la direttrice di Rai1 – quando si fa un contratto ad un artista vivente e operante, è normale che abbia rapporti anche con l’industria della produzione musicale e dunque sta alla sua coscienza, che credo sia molto forte, portare avanti i risultati. E mi pare che lo scorso festival lo abbia ampiamente testimoniato”. “Baglioni – ha sottolineato ancora De Santis – ha 50 anni di storia e un profilo internazionale e non penso che voglia buttare alle ortiche questa esperienza per finire nelle strettoie di chissà quali oscure macchinazioni e veder denigrare la sua arte. Credo che non ci sia altro da aggiungere da questo punto di vista”.

La clausola di trasparenza, c’è ed è stata rispettata, il contratto di Claudio Baglioni è in linea con quello firmato dai direttori artistici precedenti”, ha affermato poi il vicedirettore di Rai1 Claudio Fasulo, rimandando al mittente anche le accuse di conflitto di interesse. “Le nostre scelte sono inattaccabili dal punto di vista della qualità. Questa situazione è figlia di un mercato molto concentrato, ma nella assoluta trasparenza”, ha detto.  “La commissione selezionatrice, di cui anche io faccio parte, ha lavorato nell’assoluta assenza di pressioni” ha aggiunto Fasulo.

“So per certo che la Rai non è portata ad adagiarsi in facili violazioni, anche perché è sottoposta a uno scrutinio feroce, è sempre sotto i riflettori e oggetto di polemiche, che fanno riferimento alla politica”, ha aggiunto ancora De Santis. “L’Azienda è sotto il controllo di Agcom, Corte dei conti, Commissione parlamentare di vigilanza. In Cda c’è la presenza costante di un magistrato della Corte dei conti. Quindi la questione è seguito con molta scrupolosità e profondità”, ha concluso.

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