Copyright Ue: venerdì riunione chiave tra i 28. Senza accordo riforma a rischio per fine legislatura

La strada per l’ok alla riforma Ue del copyright, anche se sempre più vicina alla meta, resta in salita. Nonostante un avvicinamento delle posizioni tra Francia e Germania sul nodo pmi, è ancora incerto – secondo diverse fonti vicino al dossier – l’esito della riunione degli ambasciatori dei 28 di venerdì, il cui obiettivo è dare il mandato negoziale alla presidenza romena dell’Ue per negoziare la prossima settimana, lunedì sera o martedì mattina a Strasburgo, l’ultimo miglio della riforma con Parlamento e Commissione.

L’attenzione è sull’articolo 11, che garantisce i diritti agli editori sugli articoli online ripresi su Facebook o Google, e l’articolo 13, che tutela il materiale audiovisivo coperto da copyright ma non autorizzato alla diffusione sulle piattaforme come Youtube.

CC0 Creative Commons

Lo stallo tra Francia e Germania sull’obbligo o l’esenzione per le pmi di rispettare l’art. 13 sembra avere trovato una via d’uscita con una nuova definizione di ‘piccole e medie imprese’ in base ai criteri di fatturato annuo, numero di utenti e periodo di esistenza, in modo da includere i ‘big’ del web ed escludere le start up. Ma resta il malumore di molti, secondo cui questo sistema da una parte tutelerebbe solo ‘per finta’ le piccole imprese tech innovative e dall’altra avrebbe maglie ancora troppo ampie.

Non è quindi scontato, spiega Ansa, il sostegno degli stati membri dietro Germania o Francia, mentre nei corridoi continuano a fioccare le critiche da parte delle stesse istituzioni Ue su come la presidenza romena stia gestendo le trattative, in modo poco trasparente e poco inclusivo con il rischio di nuove ‘cattive sorprese’ in vista della riunione del Coreper.

Se venerdì pomeriggio tutto dovesse andare liscio, come auspica la Commissione Ue, l’ultima partita cruciale sul copyright si giocherà comunque all’inizio della prossima settimana, con i negoziati per cercare di conciliare le posizioni più distanti dell’Europarlamento con quelle del Consiglio. Se non si troverà un’intesa, l’intera riforma rischia di saltare per la fine imminente del mandato del Parlamento Ue.

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