La priorità di Disney per il 2019 è la vendita diretta di contenuti. Con Espn+ già 2 milioni di abbonati

La vendita diretta “rimane la nostra priorità numero uno”. Così il presidente e ceo di Disney, Robert A. Iger, parlando agli investitori in una conference call sui risultati dal primo trimestre dell’anno. “Restiamo concentrati su contenuti e tecnologie”, ha spiegato Iger secondo quanto riferito da Worldscreen.com, “per portare al successo il nostro business Dtc”, acronimo di direct-to-consumer.

A Disney, ha confidato il ceo, “siamo entusiasti della continua crescita di Espn+“, l’app di video streaming live e on demand dedicata allo sport, con anche contenuti originali rispetto al canale Espn. Contenuti che oltretutto possono essere venduti a e fruiti direttamente dallo spettatore finale. Espn+ ha già raggiunto i 2 milioni di abbonati paganti, “il doppio di soli cinque mesi fa”. E quest’anno debutta anche l’analoga Disney+.

Robert A. Iger, chief executive Disney (foto Olycom)

La compagnia intanto ha registrato un calo dei ricavi e dell’utile netto nel 1° trimestre 2019. Mentre la nuova divisione direct-to-consumer, che comprende Disney, reti via cavo Espn e investimenti in Hulu e Vice, ha registrato ricavi per 918 mln usd e una perdita operativa di 136 mln usd nel trimestre di dicembre. I ricavi della divisione si erano attestati a 931 mln usd e la perdita operativa a 42 mln usd nello stesso periodo dell’anno precedente.

Per il 2019 Disney, che ha appena acquisito gli asset di intrattenimento da 21st Century Fox, prevede di potenziare gli investimenti in contenuti e tecnologie, che comprendono il lancio del servizio di video in streaming del marchio Disney grazie al quale la società assumerà il controllo dei tre servizi digitali Espn+, Disney+ e Hulu.

Complessivamente, riferisce Dow Jones, l’utile netto del 1° trimestre di Disney si è attestato a 2,79 mld usd, pari a 1,86 usd per azione, a fronte dei 4,42 mld usd, o 2,91 usd per azione, dell’anno precedente. A esclusione di oneri non ricorrenti, l’utile è calato di 5 centesimi, arrivando a 1,84 usd per azione.

I ricavi della società sono arrivati a 15,3 mld usd, rispetto ai 15,35 mld usd dell’anno precedente. Gli analisti di FactSet avevano previsto un utile rettificato pari a 1,54 usd per azione su ricavi per 15,15 mld usd. Le spese sono invece aumentate del 2,8% arrivando a 11,89 mld usd.

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