Sanremo, De Santis: boom su digitale e social. Spot? Posizionamento dal coordinamento centrale non dalla rete

Il risultato della terza serata di Sanremo, 9 milioni 409 mila spettatori con il 46.7% di share, “ha visto uno share in linea con la seconda serata e una crescita del pubblico totale di 260 mila spettatori”. Il risultato in percentuale “è più alto di 3 punti rispetto alla media degli ultimi 14 anni” e finora il festival “viaggia su una media del 47.93%, il quarto valore più alto degli ultimi 14 anni”, “un livello eccezionale se si considera il cambiamento dello scenario competitivo”. E’ l’analisi dei dati Auditel della direttrice di Rai1 Teresa De Santis. “Si conferma il record sui giovani, a dimostrazione che il dirottamento artistico di Baglioni è perfettamente riuscito, pur essendo un’operazione rischiosa”, ha rimarcato.

“Sui ragazzi di 8-14 anni il festival ha centrato il dato più alto degli ultimi 21 anni, il 48.4% (raddoppiando in cinque anni dal 25.1% del 2014 al 48.4 di ieri), con un picco del 60% sulle ragazze di 15-34 anni. L’attenzione dei ragazzi “è fortissima finché c’è la gara”, ha fatto notare la direttrice.

Teresa De Santis (Foto ANSA/ETTORE FERRARI)

Anche dal direttore artistico e presentatore Claudio Baglioni è venuta un’osservazione sulla presenza giovane a Sanremo: “Ieri l’età media dei concorrenti era di 37 anni: una sorta di miracolo per il festival di Sanremo che generalmente si mantiene su età più alte”, ha rimarcato l’artista, che poi è tornato a parlare di sue nuove possibili presenze in tv. “Spero di fare ancora qualcosa, anche se non sono un artista particolarmente abituato alla televisione né ho avuto una frequenza molto frenetica: in tutti gli anni ’90 ho fatto tre trasmissioni, se uno nasce timido rimane timido”.

“Rimanderei ogni ragionamento a quando avremo chiuso questa edizione: è importante sapere anche dove si vuole andare, credo che ogni viaggio vada terminato per poter ripartire”, ha aggiunto.
“Claudio è un grande musicista, che ha fatto un’evoluzione negli anni straordinaria, non si è mai fermato. E’ giusto che possa volere lavorare di nuovo anche in tv, perché è una grande risorsa televisiva, credo sia una presenza straordinaria alla quale Rai1 non possa rinunciare. Ma vediamo anche cosa lui vuole fare: alla fine del festival ci siederemo e ne parleremo e sarà lui a decidere cosa vorrà fare”, ha rimarcato ancora De Santis.

Inevitabili poi le domande sul passaggio di spot su reddito di cittadinanza e quota 100 durante la trasmissione. “Il posizionamento degli spot dipende dal coordinamento centrale dei palinsesti, non dalla rete”, ha precisato De Santis. “Ma sono certa che sono stati posizionati secondo le regole, ci è difficile tentare di evadere tutti i meccanismi di controllo soprattutto sugli aspetti istituzionali. Il tema sarà valutato dagli organismi competenti, non è titolo della rete decidere”, ha concluso.

Sul tema in mattinata è intervenuto anche il presidente della Commissione di Vigilanza, Alberto Barachini. “Sorprende e preoccupa la collocazione di spot governativi all’interno dell’evento di intrattenimento più seguito dell’anno”, ha spiegato che, pur riservando alla commissione “le opportune verifiche e valutazioni”, ha definito “inopportuno un simile utilizzo della vasta platea del Festival di Sanremo e del picco di ascolti da questo generato, peraltro con conseguente mancato introito pubblicitario per il servizio pubblico radiotelevisivo”.

“Sulla correttezza e sul contenuto dei messaggi pubblicitari in questione la commissione effettuerà le opportune verifiche e valutazioni. In particolare, sarà presentato un quesito alla Rai e verrà interpellata l’Agcom, per quanto di sua competenza”, ha continuato Barachini, rilevando anche come gli spot abbiano riguardato “due misure contenute in un decreto legge attualmente all’esame del Parlamento per la conversione in legge e quindi dai contorni ancora non definitivi”.

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