Copyright: trovato accordo Ue. Enpa: rafforzata posizione editori. Levi (Aie): vittoria della libertà – Cosa prevede la riforma

Dopo una lunghissima maratona negoziale cominciata lunedì a Strasburgo, Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno trovato un accordo sulla riforma del copyright, a lungo attesa e già controversa ancora prima di vedere la luce.

L’intesa vuole introdurre meccanismi che costringano le grandi piattaforme digitali (Google, Facebook e Youtube in testa) a pagare per il lavoro di artisti e giornalisti che viene pubblicato su internet, preservando al contempo il diritto degli utenti a caricare liberamente il materiale e proteggendo le start-up che cercano di entrare nel grande mercato dei contenuti online.
Un equilibrio difficile, o come l’ha definita  il relatore per l’Europarlamento, il popolare tedesco Axel Voss una “linea sottile”, dove “anche se ognuno è scontento per qualcosa, tutti ci siamo potuti trovare d’accordo”. La riforma infatti darà, ha riassunto il vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip, “reali benefici per tutti: diritti garantiti per gli utenti, equa remunerazione per i creatori, chiarezza delle regole per le piattaforme”.

CC0 Creative Commons

La strada per l’ok definitivo all’accordo non è però ancora del tutto assicurata. Questa dovrà infatti ricevere il via libera dagli stati membri – diversi paesi tra cui l’Italia hanno votato contro il mandato negoziale lo scorso venerdì – e dalla plenaria dell’Europarlamento, al più tardi entro l’ultima sessione di questa legislatura a inizio aprile. Un consistente gruppo di eurodeputati annuncia battaglia contro quella che considerano “censura” su internet.

Ecco cosa prevede:
– Le piattaforme Internet saranno incentivate a retribuire artisti e giornalisti
– Alcuni materiali, come meme o GIF, potranno essere condivisi liberamente
– Link ad articoli di attualità, accompagnati da “singole parole o brevissimi estratti” potranno essere condivisi liberamente
– I giornalisti riceveranno una quota delle entrate legate al diritto d’autore ottenute dalla loro casa editrice
– Le piattaforme start-up saranno soggette ad obblighi più leggeri
– La direttiva non imporrà filtri

Creativi e editori avranno più forza per negoziare con i giganti del web la giusta remunerazione del diritto d’autore, grazie a un accordo raggiunto mercoledì notte.
L’accordo raggiunto tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio mira a garantire che i diritti e gli obblighi derivati dal copyright si applichino anche a Internet. YouTube, Facebook e Google News sono tra le aziende più direttamente interessate da questa legislazione.
I co-legislatori si sono inoltre impegnati a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. I frammenti degli articoli di cronaca potranno così continuare ad essere condivisi senza violare il diritto d’autore, così come le GIF e i meme.

I giganti del web dovranno condividere i ricavi con artisti e giornalisti
L’accordo mira a rafforzare la posizione dei titolari dei diritti d’autore, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché gli editori di notizie, al fine di negoziare accordi migliori per la retribuzione per l’uso delle loro opere sulle piattaforme online.

Difesa la libertà di espressione
Come regola generale, la condivisione di frammenti di articoli non sarà soggetta al diritto d’autore. Tuttavia, l’accordo contiene anche misure per evitare che gli aggregatori di notizie abusino di questa concessione. Il cosiddetto “snippet” potrà quindi continuare ad apparire nel newsfeed di Google News, ad esempio, o ad essere condiviso su Facebook, a condizione che il testo sia “molto breve”.

Il caricamento di opere protette a scopo di citazione, critica, recensione, caricatura o parodia è protetto, assicurando che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.

Molte piattaforme online escluse dalle regole
Il testo specifica inoltre che il caricamento di opere su enciclopedie online a scopi non commerciali, come Wikipedia, o piattaforme software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dalle nuove regole. Le piattaforme start-up saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.

Rafforzamento dei diritti di negoziazione per autori e artisti
Gli autori e gli artisti, interpreti o esecutori, potranno chiedere al distributore una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti, quando la remunerazione originariamente concordata è sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne deriva per il distributore.

Come la direttiva modifica lo status quo
Attualmente, le società di internet sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono soltanto obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti su richiesta degli autori. Tuttavia, ciò è oneroso per gli autori e non garantisce loro un reddito equo.

L’introduzione della responsabilità per le società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, con una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.

Commenti
“Accordo raggiunto sul copyright!”, ha twittato il vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip, ora “gli europei avranno finalmente regole moderne per il copyright adatte all’era digitale con reali benefici per tutti: diritti garantiti per gli utenti, equa remunerazione per i creatori, chiarezza delle regole per le piattaforme”. “I creativi inclusi musicisti, attori, giornalisti sono rafforzati” dalle nuove regole, twitta il Parlamento europeo, mentre “meme, gif, e gli snippet degli articoli sono salvi” e “le piattaforme start up protette”.

“Con l’accordo appena raggiunto sulla direttiva del copyright proteggiamo la creatività europea”, il commento del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. “Musicisti, attori, scrittori, giornalisti, audiovisivo, avranno diritto a una giusta remunerazione anche dai giganti del web”.

“Le industrie culturali e creative sono tra i settori più importanti e dinamici dell’economia Ue, generando il 9% del PIL e dando lavoro a 12 milioni di persone. Senza un’adeguata remunerazione del loro lavoro, questi posti sono a rischio, così come l’indotto. Non è accettabile che i giganti del web, che pagano nell’Unione tasse irrisorie trasferendo ingenti guadagni negli USA o in Cina, si arricchiscano a spese dei contenuti creati in Europa”, ha rilevato ancora Tajani, commentandole nostre nuove regole che “mirano a mettere fine all’attuale far-west digitale”.

“I detentori dei diritti d’autore potranno concludere accordi con le grandi piattaforme digitali per vedersi riconosciuti i diritti sull’utilizzo dei loro contenuti. Ci sarà anche maggiore trasparenza e un meccanismo adeguato per la risoluzione delle controversie”.

“Garantendo ai giornalisti un equo compenso per il loro lavoro, salvaguardiamo l’indipendenza e la qualità dei media. Solo così possiamo assicurare una vera libertà di stampa, e la professionalità indispensabile per contrastare il fenomeno sempre più diffuso delle fake news”, ha concluso Tajani.

L’Associazione degli editori di giornali europei (Enpa) ha accolto con favore l’accordo raggiunto. L’intesa, che ora dovrà essere approvata dagli stati membri e dal Parlamento europeo in sessione plenaria, “promuove un diritto che punta a rafforzare la posizione negoziale degli editori e a proteggerli contro la riproduzione e distribuzione digitale non autorizzata delle loro pubblicazioni”, ha sottolineato l’associazione presieduta da Carlo Perrone. “Speriamo – ha rimarcato Perrone – che il Parlamento europeo ratifichi il testo il prima possibile al fine di consentire un giusto scambio tra coloro che producono e coloro che distribuiscono per il proprio guadagno, così che il ciclo possa continuare in modo conveniente e giusto”. “Il giornalismo di qualità – ha aggiunto ancora – è alla base delle nostre democrazie e se vogliamo che vi sia un futuro per il giornalismo professionale nell’Unione europea dobbiamo agire per sostenere la stampa e riequilibrare un ecosistema squilibrato”.

“l’Europa dichiara il suo amore per il diritto d’autore, per la creatività e in definitiva per la cultura. Quella di oggi è davvero una vittoria per la libertà, come espressione di un libero dibattito democratico e della creatività della persona. Questo è il diritto d’autore: rappresenta la libertà ed esprime l’identità europea”, è stato il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie) Ricardo Franco Levi.

“Siamo soddisfatti – ha proseguito – perché con l’esito di oggi si è affermato un principio fondamentale, e cioè che il diritto d’autore va sì aggiornato al digitale ma conservandone la funzione di libertà e di contrasto dei monopoli. Attendiamo ora fiduciosi che il Parlamento e il Consiglio confermino questa decisione. Certo, il testo approvato – come ogni testo di compromesso tra interessi e visioni diverse – presenta alcuni aspetti che richiedono molta attenzione in sede di recepimento. Siamo pronti a dare il nostro contributo, come abbiamo sempre fatto, perché le norme italiane vadano in direzione di un’effettiva innovazione digitale, della crescita e della diversità culturale. La Direttiva è però un’ottima premessa perché in Europa e in Italia ci sia un insieme di norme che incentivino gli autori e garantiscano il futuro delle imprese culturali”, ha concluso.

Apprezzamento anche da Confindustria Radio Tv. L’associazione presieduta da Franco Siddi ha parlato di “una estensione di regole di equità e diritto alle grandi piattaforme online”. “Si tratta di un passo importante anche per l’identità culturale europea – i diritti della produzione intellettuale sono veri diritti di libertà e di democrazia – un patrimonio di civiltà e di valori economici e sociali che deve sposarsi con l’innovazione”. “Il modello di business audiovisivo ha una tradizione di remunerazione e investimento nella creatività e nella professionalità: finalmente tali meccanismi vengono estesi anche agli utilizzi online”. Viene infatti stabilito il principio che rendere disponibili online grandi quantità di materiale coperto da diritto di autore costituisce un atto di comunicazione o di messa a disposizione del pubblico e che come tale deve essere autorizzato dagli aventi diritto e remunerato. “Recupero della titolarità e del diritto alla remunerazione per gli aventi diritto, estensione del principio di responsabilità per le aziende online che estraggono valore dal lavoro intellettuale sono i cardini per ottenere online un ecosistema sano per l’attività creativa e l’informazione professionale” ha concluso Siddi.

 

 

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