Classifica Audiweb dell’informazione online a dicembre. Quasi tutti in calo salvo poche eccezioni – TABELLA

Poche novità nella classifica di dicembre dell’informazione online stilata sulla base dei dati Audiweb con la nuova metodologia di rilevazione che da luglio tiene conto anche del traffico in-app browsing e su piattaforme terze (Google Amp e Facebook Instant Article).

Invariate, rispetto al mese scorso, le prime cinque posizioni, occupate da Repubblica, Corriere della Sera, TgCom24, Citynews e Il Messaggero. La Gazzetta dello Sport conquista il sesto posto, prima occupato da Fanpage, che scende al settimo. Guadagna un posto anche Upday, l’app di notizie per gli smartphone Samsung realizzata da Axel Springer, rilevata solo da due mesi e già nel gruppo di testa dei big dell’informazione, in ottava posizione. Il Fatto Quotidiano scende invece al nono posto (un andamento opposto a quello rilevato da comScore: secondo la società americana, il giornale online diretto da Peter Gomez avrebbe superato addirittura il Corriere della Sera per numero di visitatori unici mensili). Chiude la top ten il femminile di Mondadori Donna Moderna, con il suo gruppo di siti aggregati, che sopravanza La Stampa, undicesima.

Dicembre è tradizionalmente un mese sottotono per l’audience dei siti di informazione e il 2018 non ha fatto eccezione, come dimostra la pioggia di segni meno nell’ultima colonna della nostra tabella, quella delle variazioni percentuali: solo 12 brand su 60 sono in crescita; gli altri 48 perdono utenti unici nel giorno medio rispetto al mese precedente. Nel 2017 era andata ancora peggio: i siti in crescita erano stati solo sette.

Perdono i siti dei quotidiani: Repubblica.it -13%, il Corriere della Sera -12%, La Stampa -13%, Il Fatto Quotidiano -12%, Il Messaggero -20%, il Giornale -23%, Libero -25%. E perdono anche i giornali nativi digitali: Affaritaliani -45%, Blogo -36%, Nanopress -19%, Notizie.it -17%, Il Post -15%; Lettera43 contiene le perdite al -2%; in controtendenza l’HuffPost, che vede i suoi utenti unici aumentare del 5% circa.

Un caso a parte Tpi-The Post Internazionale che da un paio di mesi sta registrando crescite monstre, dovute però sostanzialmente a un fatto tecnico: tra ottobre e novembre il giornale online diretto da Giulio Gambino ha inserito nelle sue pagine i tag per misurare il traffico in-app browsing, su Facebook Instant article e Google Amp, in precedenza non rilevato. Il +63% di dicembre conferma l’importanza di queste piattaforme per l’audience di siti che puntano sulla viralità delle notizie, come dimostrano le fiammelle poste accanto ad ogni articolo di TPI, con il numero delle reazioni che esso ha suscitato tra i lettori (condivisioni, commenti, eccetera). Uno strumento usato anche da Business Insider, il giornale online di economia e finanza del gruppo Gedi, che è un altro dei pochi a guadagnare punti in dicembre (+5%).

Un altro elemento importante per interpretare il calo di audience di molti siti di informazione in dicembre è l’uso diverso che si fa dei propri device durante le festività e il tempo libero: sale l’uso degli smartphone e scende invece quello del computer (un milione in meno di utenti unici su pc nel giorno medio in dicembre rispetto a novembre). Ne risentono i siti che propongono un’informazione approfondita, come quelli dei quotidiani, e che necessitano di una certa concentrazione, possibile più sul computer che sullo smartphone, adatto soprattutto a una lettura mordi e fuggi.

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