Più pubblicità e abbonamenti in aumento. Come potrebbe cambiare il mercato degli Ott secondo eMarketer

Basteranno a Netflix  i ricavi da abbonamento per mantenere il suo ruolo da re dello streaming, reggendo il colpo per l’ingresso di piattaforme più economiche, con inserzioni pubblicitarie? A chiederselo è il sito eMarketer, analizzando gli scenari del mercato Ott e interrogandosi su quali potranno essere i passi futuri della compagnia guidata da Hastings e delle sue competitor.

Netflix ha iniziato il 2019 annunciando un aumento dei prezzi in America, con rincari del 13-18%. Una scelta che non è andata giù ad alcuni sottoscrittori. Secondo una ricerca ‘Streaming Observer’, infatti, il 24% degli abbonati americani sta considerando l’idea di cancellarsi dal servizio, mentre il 3% sostiene che si cancellerà proprio a causa degli aumenti. Più della metà di quanti hanno risposto al sondaggio si sono comunque detti aperti a opzioni che prevedano inserzioni pubblicitarie a costi minori.

(elaborazione eMarketer)

Netflix fino ad ora, rileva l’analisi, è riuscita a far crescere i suoi prezzi senza impatti troppo negativi, anche quando gli utenti hanno minacciato di abbandonarla.
Ma il mondo dello streaming sta cambiando, con altri giganti media in procinto di lanciare propri servizi Ott. At&T, Disney e Viacom entreranno nel mercato già nel 2019, mentre nel 2020 sarà NbcUniversal a lanciare la sua piattaforma streaming basata sulla pubblicità, costringendo Netflix non solo a guardarsi dalla competizione sul fronte dei costi, ma anche dalla possibilità di perdere alcuni tra i suoi contenuti di maggior valore.

E’ ancora presto per dire cosa faranno queste compagnie, ma la decisione di Disney di togliere i suoi contenuti da Netflix insieme alla notizia del pagamento da parte della piattaforma di 100 milioni di dollari per tenersi ‘Friends’, ha sollevato la questione su quanto la stessa Netflix dovrà sborsare per non perdere i contenuti non originali di successo che al momento propone ai suoi abbonati.

Il modello con sottoscrizioni scelto da Netflix, spiega ancora eMarketer, ha aiutato a definire il mondo Ott, ma questo non significa che gli abbonati non siano aperti ad opzioni che prevedano pubblicità, specialmente se le inserzioni proposte sono considerate ‘giuste’ o al giusto prezzo.

Secondo un sondaggio dello scorso settembre realizzato da ‘Internet Advertising Bureau’, il 73% degli adulti che usano servizi streaming hanno affermato di guardare video con pubblicità. Inoltre il 59% ha dichiarato di non avere problemi con l’adv, purché possano vedere contenuti quando vogliano, mentre il 56% non è infastidito dalla pubblicità se può pagare meno.

(elaborazione eMarketer)

Tra le rivali di Netflix, eMarketer ha preso in considerazione il caso di Hulu. la piattaforma, partecipata da Disney, Comcast e At&T, l’anno scorso ha registrato una crescita del 40% tra gli utenti del suo servizio con pubblicità. Oggi, meno del 40% degli utenti paga i 4 dollari aggiuntivi al mese per evitare gli spot. E la compagnia ha recentemente annunciato che taglierà ulteriormente il prezzo di questi contenuti ad-supported.
Secondo le previsioni, le entrate pubblicitarie della piattaforma supereranno i 500 milioni di dollari entro il 2020. Hulu tuttavia aumenterà anche il prezzo del suo servizio lineare Ott, suggerendo che il suo servizio di abbonamenti a basso prezzo non possono essere sostenibili solo con i ricavi pubblicitari.

La conclusione? “I servizi in abbonamento puri come Netflix, ad un certo punto dovranno ricorrere ad altre opzioni di monetizzazione, come la pubblicità”, ha spiegato Paul Verna, analista di eMarketer, “così come i modelli ibridi dovranno affrontare una pressione di prezzi in crescita”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Il Team Sky diventa Ineos a partire dal 1° maggio. Debutto al Tour dello Yorkshire

Foa: al lavoro per una Rai orgogliosa delle proprie tradizioni, ma aperta ai giovani e al mondo

Rai: nuovo rinvio per l’audizione in vigilanza del presidente Foa e dell’ad Salini