Facebook: una lista nera per gli utenti che parlano male del social e dei suoi manager

Facebook avrebbe una ‘lista nera’ in cui finiscono tutti gli utenti che parlano male della società e dei suoi dirigenti, compreso Mark Zuckerberg. A rivelarlo il sito di Cnbc, che ha raccolto la testimonianza di un gruppo di ex dipendenti della piattaforma.

La lista si chiamerebbe Bolo (Be in lookout), esisterebbe dal 2008, comprenderebbe anche il tracciamento delle persone inserite, dallo smartphone o dall’app e verrebbe aggiornata ogni settimana.

Facebook informa i suoi manager addetti alla sicurezza ogni volta che un nuovo utente viene aggiunto all’elenco – in cui al momento comparirebbe un centinaio di persone – inviando un rapporto con nome, foto, localizzazione e una breve descrizione del motivo per cui è stato aggiunto.

(Foto Ansa EPA/GIAN EHRENZELLER)

Secondo le informazioni raccolte da Cnbc, alcuni utenti finiscono sulla lista dopo ripetute esternazioni sulla compagnia o minacce via email, altri semplicemente per offese. Un ex dipendente nel team di sicurezza di Facebook ha spiegato che non ci sono standard chiari e le decisioni vengono spesso prese caso per caso. Nei casi di minacce più gravi Facebook può monitorare la posizione degli utenti dell’elenco, ricavata dai dati ottenuti tramite l’app del social installata sullo smartphone e dagli indirizzi IP dei computer usati per connettersi.

Alcuni ex dipendenti hanno criticato questo modo di fare, scomodando paragoni con il “Grande Fratello”. Per altri, invece, si tratta di un comportamento giustificato poiché Facebook raggiunge 2,7 miliardi di persone ed è in grado di evocare anche emozioni intense che non tutti sono capaci di gestire.

“Il nostro team di sicurezza fisica esiste per mantenere i dipendenti di Facebook al sicuro – ha spiegato un portavoce della società in una nota riportata da Cnbc – Abbiamo processi rigorosi per proteggere la privacy delle persone e rispettare tutte le leggi”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Agcom: multa da 2,4 milioni a Sky per il pacchetto Calcio. La pay annuncia ricorso al Tar: agito nel rispetto delle norme

Agcom: multa da 2,4 milioni a Sky per il pacchetto Calcio. La pay annuncia ricorso al Tar: agito nel rispetto delle norme

Stati generali editoria: circa 800 risposte alla consultazione pubblica. Libertà, tutela minori e privacy i temi meno sentiti. Vincono i soldi

Stati generali editoria: circa 800 risposte alla consultazione pubblica. Libertà, tutela minori e privacy i temi meno sentiti. Vincono i soldi

Copyright, ricorso della Polonia alla Corte Ue contro la direttiva: rischio censura preventiva

Copyright, ricorso della Polonia alla Corte Ue contro la direttiva: rischio censura preventiva