Turchia: confermate in appello le condanne al carcere per i giornalisti di Cumhuriyet

Un tribunale turco il 19 febbraio, ha confermato in appello la condanna per terrorismo di 14 giornalisti e amministratori del quotidiano di opposizione laica Cumhuriyet, cui lo scorso aprile erano state comminate pene da 2 anni e mezzo a 7 anni e mezzo per aver sostenuto Fethullah Gulen, considerato la mente dietro il fallito golpe del luglio 2016.

Recep Tayyip Erdogan (foto Olycom)

Nello specifico, i giudici hanno confermato le condanne per i giornalisti Hakan Kara e Guray Oz, per il vignettista Musa Kart, l’avvocato Mustafa Kemal Gungor, il componente del board Onder Celik e l’impiegato Emre Iper, che dovranno tornare in prigione per finire di scontare la pena. Stando a quanto riporta lo stesso Cumhuriyet, anche l’ex direttore Murat Sabuncu, il giornalista Ahmet Sik, Hikmet Cetinkaya, Orhan Erinc, Akin Atalay e Aydin Engin dovranno tornare dietro le sbarre in attesa che il tribunale si pronunci sul ricorso in appello.
Hanno invece già scontato la pena il giornalista Kadri Gursel e l’avvocato Bulent Utku. Già prima che i giudici si pronunciassero in primo grado, infatti, giornalisti e lavoratori del quotidiano erano stati tenuti in stato di detenzione preventiva per diversi mesi, in alcuni casi oltre un anno.

Il processo è diventato uno dei simboli delle limitazioni alla libertà di stampa nel Paese di Recep Tayyip Erdogan. Nella graduatoria 2018 di Reporters sans Frontières sulla libertà di stampa, la Turchia è risultata al 157/mo posto su 180 Paesi.

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