Crimi: carta stampata destinata a nicchia per approfondimenti. Fondi usati per ristrutturazione finanziaria e non industriale

Gli Stati generali dell’informazione dovrebbero partire a metà marzo e “non saranno dei finti Stati Generali”. A dirlo, ribadendo quanto annunciato già nelle scorse settimane, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Vito Crimi.

“Sarà un confronto a 360 gradi, che coinvolgerà tutte le componenti del settore: dagli editori ai giornalisti, parlando del loro status ontologico e stipendiale”, ha spiegato l’esponente grillino, intervenendo alla firma del protocollo d’intesa tra il Dipartimento per l’informazione e l’editoria del Consiglio dei ministri  alla commissione della Regione Lazio per la vigilanza sul pluralismo dell’informazione.
“Fra i temi principali ci saranno i cittadini e il loro diritto di essere informati, la tutela dalle fake news, l’informazione primaria, il ruolo delle agenzie e come deve essere sviluppato”, ha anticipato Crimi, mettendo sul piatto anche la questione relativa al ruolo dell’ordine dei Giornalisti. “Personalmente ritengo che la professione del giornalista debba essere liberata e non vada imbrigliata da un Ordine. Ma questa è la mia opinione, il tema sarà oggetto di discussione ampia negli Stati generali dell’informazione”, ha chiosato.

Fondi al settore. Nel suo intervento Crimi ha parlato anche dei fondi erogati al settore negli anni scorsi.  “Tutti i sistemi hanno bisogno di soldi, ma l’editoria deve recuperare anche proprie risorse per sopravvivere. In 15 anni sono stati stanziati quasi 4 miliardi di euro nel settore. E come sono stati utilizzati? Per ripianare bilanci e i prepensionamenti”.

Vito Crimi (Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

“Tutti i soldi andati nel settore sono stati utilizzati per la ristrutturazione finanziaria e non, come invece si sarebbe dovuto fare, per la ristrutturazione industriale”, ha rimarcato, spiegando che il governo nella sua azione “ha voluto spostare il target. Per passare da un sistema che sostiene l’editore in quanto impresa a un finanziamento all’intero sistema, con criteri che premino chi riesca a piazzarsi sul mercato”. “Un sistema che deve sostenere anche i cittadini, il loro diritto di informarsi e il sistema di vendita. Ricordiamoci che l’informazione cartacea per l’80% passa attraverso le edicole”. Tra i provvedimenti c’è stato “il credito d’imposta per l’incremento pubblicitario, con 50 milioni di euro stanziati per la stampa. Sono arrivate seimila domande”, ha aggiunto.

Il futuro della stampa. “Oggi molti giornali sono fotocopie in cui le pagine sono fatte in ciclostilo, prodotte da un service esterno. Qual è così l’approfondimento che si offre? Ci sono criticità nel sistema”, ha continuato Crimi, aggiungendo: “penso la stampa cartacea continuerà a esistere; si piazzerà in una nicchia di mercato e forse ne aumenterà il costo ma anche la qualità, dedicandosi all’approfondimento”.

Informazione locale. “Oggi stiamo riscoprendo sempre di più l’importanza dell’informazione locale che è quella che ancora resiste. Nel panorama del crollo dell’informazione, come ha rilevato anche l’indagine conoscitiva dell’Agcom, l’informazione locale è quella che regge meglio la crisi del sistema. E’ lì che bisogna puntare ed è quella che funziona meglio, perché è più vicina ai cittadini, a quello che le persone vogliono sentirsi raccontare“, ha affermato poi Crimi. “Ormai molti sono stufi di quell’inflazione di informazione sulla politica che molto spesso è autoreferenziale, con giornalisti che intervistano giornalisti. L’informazione locale ti racconta i fatti che avvengono fuori dalla tua porta di casa, che eleva a notizia fatti che non lo sono per altri e spesso è l’informazione locale che con le proprie inchieste dà notizie all’informazione nazionale”. E proprio alla stampa locale, ha ricordato, è stato indirizzato il provvedimento sul credito d’imposta per l’incremento pubblicitario, che ha stanziato per il settore 50 milioni di euro.

Copyright Europeo. Il sottosegretario è poi intervenuto anche sul tema della direttiva europea sul copyright. “Se viene approvata così com’è, avrete, secondo una mia previsione, meno soldi, sarà penalizzata la stampa locale“, ha spiegato. “Non sarà così? Mi smentirete? sarò contento. Purtroppo l’esperienza in altri Stati dove sono state applicate norme simili, come in Germania e in Spagna, è stata disastrosa”. A siti come Google, ha spiegato, “non interessa pagare lo snippet di una piccola testata. La stampa locale e quella piccola non avranno potere contrattuale, lo avranno solo i grossi editori. Attenzione a quella direttiva, potrebbe avere conseguenze nefaste per il mercato”, ha concluso.

Il protocollo. A proposito del protocollo firmato con Davide Barillari, presidente della 3/a Commissione Consiliare della Regione Lazio, Crimi ha spiegato che tra gli obiettivi c’è quello di “promuovere il pluralismo dell’informazione, favorire lo scambio informativo, evitando di accavallare i provvedimenti legati al settore, creare iniziative in sinergia, tra due organismi e istituzioni che mantengono le loro indipendenze”.

“L’Italia è una Repubblica fondata sull’informazione online, che ci pervade in ogni occasione e ci tocca sul piano sociale. Il giornalista non è più centrale in un tempo nel quale il lettore diventa sia produttore che fruitore di notizie. Attualmente non ci sono strumenti per gestire questo cambiamento, il protocollo è un primo passo”, ha spiegato Barillari. Tra le azioni previste dell’accordo: attivare forme di sensibilizzazione e di promozione, con campagne specifiche, per garantire il pieno rispetto del pluralismo ed il pieno diritto dei cittadini alla trasparenza, alla partecipazione e alla conoscenza; studiare strumenti atti a valorizzare quei media che si contraddistinguono per lealtà, indipendenza, imparzialità, completezza dell’informazione e soprattutto per la qualità e promozione di valori sociali e ambientali; avviare un reciproco scambio di documenti, dati e informazioni utili allo svolgimento delle rispettive funzioni e a monitorare i livelli occupazionali; collaborare nella creazione di reti e relazioni al fine di promuovere progettualità comuni.
“Nessuno ha intenzione di limitare la libertà di stampa o censurare nulla, ha aggiunto Barillari. Vorremmo premiare il giornalismo vero e puro che possa aiutare i cittadini a scegliere liberamente la propria strada”. Il presidente della Commissione ha anche ricordato che fra i sostegni della Regione Lazio all’editoria c’è stato “il bando da un milione e 300 mila dell’anno scorso, andato quasi deserto, probabilmente anche perché era stato scritto male da qualche burocrate. Ora ce ne sarà un altro da 600 mila euro sul digitale”.

 

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