L’Espresso tutto nuovo dal 24 febbraio. Il direttore Damilano: luogo di carta dove discutere e confrontarsi

Domenica 24 febbraio l’Espresso arriva in edicola con una veste rinnovata, sia nella grafica che nei contenuti. Il debutto con un’inchiesta sulla presunta trattativa segreta per finanziare la Lega di Matteo Salvini con soldi russi.

“Nato nel 1955, ‘L’espresso è sempre stato un settimanale che ha accompagnato la modernizzazione del Paese”, ha esordito- alla presentazione del nuovo numero al teatro Argentina a Roma -, il direttore Marco Damilano, che ha poi illustrato i tre piloni sui quali si regge il giornalismo del magazine.
“E’ prima di tutto una ricerca. La verità come la democrazia non è una conquista una volta per tutteE’ un cammino, un percorso, una ricerca”, ha affermato. “Il giornalismo è ricerca della verità, parziale, umile, paziente, ma tenace e determanata”.  “Visione. Oggi siamo attaccati al presente. La visione significa un approfondimento, una lettura, una spiegazione, un contesto”.

Marco Damilano alla presentazione del nuovo L’Espresso. (foto Augusto Casasoli/Agf)

Da ultimo un luogo. “Il settimanale, ha spiegato Damilano, ha una sua vita sul digitale con il sito e i social ma è anche qualcosa che si tocca, con la carta”.

“Vorremmo che l’Espresso fosse un luogo dove ritrovarsi, dove discutere, confrontarsi. “Un luogo di carta che rappresenta un’agorà, un laboratorio, un punto di incontro. Per ricostruire un’identità aperta, disposta a mettersi in discussione, mobile come le pagine di un giornale”, ha rimarcato.

Nel corso della serata, intervallate dalle letture dell’attrice Isabella Aragonese, si è parlato del ruolo del giornalismo in Europa, con il confronto tra alcune firme dell’Espresso, Marcelle Padovani (L’Obs) e Angela Giuffrida (The Guardian).

Tra gli interventi anche quello dello scrittore spagnolo Javier Cercas, di Massimo Cacciari e di Roberto Saviano. “Le battaglie per la libertà di comunicazione oggi siano usate dai produttori di fake news”, ha rimarcato Saviano. “I sovranisti vogliono la velocità perché non dà il tempo di verificare. Non gli interessa la coerenza. Gli basta arrivare sui telefoni delle persone”, ha detto ancora, definendo l’Espresso “uno spazio di respiro”.

La cover del numero in edicola domenica 24 febbraio

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