Crimi: bisogna superare il termine “giornalisti”, oggi servono “professionisti dell’informazione”

“Si pensa sempre che ci sia da parte mia o da parte nostra una lotta contro l’ordine dei giornalisti è quanto di più sbagliato possa esserci”. Così Vito Crimi, sottosegretario con delega all’Editoria, al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino dove è stato protagonista di un confronto con il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna e il presidente dell’Ordine del Piemonte Alberto Sinigaglia.

“Noi riteniamo che il giornalismo vada liberato dalle briglie. Oggi il giornalismo deve anche rispondere alle nuove tecnologie e ai nuovi modi di informare, di comunicare. E per dare un’informazione qualificata bisogna andare oltre l’Ordine. Oltre significa farlo diventare qualcosa che non è più obbligatorio, aprire quindi la professione del giornalismo a chi è capace, a chi fa degli studi appositi, insomma liberare la professione”. “Oggi esistono tanti altri modi per comunicare e va superato lo stesso termine di giornalisti: oggi servono professionisti dell’informazione”, ha specificato.

Vito Crimi (Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

“La professione dei giornalisti – ha spiegato Crimi – va riformata in modo completo, partendo dall’idea che bisogna tutelare i cittadini. “Non è una cosa che si può fare dall’oggi al domani, vanno messi in campo strumenti di valutazione e verifica, un sistema sanzionatorio per i comportamenti illegittimi, un codice deontologico”.

“Riforma della professione significa anche tutelare i professionisti dal punto di vista remunerativo, dal punto di vista delle tutele in generale, della tutela delle fonti”.

“Sarà uno dei temi principali degli Stati Generali dell’Editoria che partiranno a brevissimo”, ha aggiunto Crimi, ribadendo in parte quanto affermato ieri in occasione della firma del protocollo d’intesa tra il Dipartimento per l’informazione e l’editoria del Consiglio dei ministri  alla commissione della Regione Lazio per la vigilanza sul pluralismo dell’informazione. “Saranno un momento di confronto a tutto campo. Un altro tema sarà quello della remunerazione: è fondamentale superare il precariato, il sottocosto con i pezzi pagati un euro a pezzo”. “Sicuramente si deve prevedere una base di partenza per il compenso del giornalista professionista, questo non può essere lasciato alla libera decisione dell’editore, del direttore o dell’amministratore delegato”

“Bisogna superare il concetto di sostenere l’editoria solo sostenendo gli editori, bisogna sostenere il pluralismo sostenendo l’intero sistema editoriale. Oltre a tutta la filiera editoriale, ci sono i giornalisti che sono l’elemento chiave di tutta la filiera. Quindi un sostegno può essere dato in questo senso anche dallo Stato sia con regole precise, gabbie in cui bisogna muoversi, sia con tutti i sostegni necessari”, ha concluso.

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